Ecco perché il film su Papa Francesco di Wim Wender è molto più che un documentario

Arriva al cinema Papa Francesco – Un uomo di parola, il film di Wim Wenders che più che un documentario biografico relativo alla sua figura, vuole essere un viaggio personale in compagnia di Papa Francesco. Gli ideali del Papa ed il suo messaggio sono centrali in questo documentario, che si prefigge di presentare la sua opera di riforma e le sue risposte riguardanti alcune questioni di livello globale. Il film si basa visivamente e narrativamente sull’interazione del pubblico face-to-face con il Papa, instaurando un dialogo tra lui e, letteralmente, con il mondo. Disponibile nel rispondere alle domande di persone provenienti da qualunque background, Papa Francesco risponde a contadini, lavoratori, rifugiati, bambini ed anziani, detenuti, a coloro che vivono nelle favelas e campi di rifugiati. Tutte queste voci e facce sono uno spaccato di umanità che partecipa ad una conversazione con Papa Francesco.

Il tre volte candidato all’Oscar Wim Wenders (Il sale della terra, Pina 3D, Buena Vista Social Club) ci propone un irripetibile incontro con uno dei soggetti più affascinanti del mondo: Jorge Mario Bergoglio, il prete gesuita originario dall’Argentina, conosciuto da milioni di persone in tutto il mondo dal 2013 come Papa Francesco, il 266 ° Pontefice della Chiesa Cattolica. Ottenuto un permesso senza precedenti per incontrare più volte il leader religioso dal Vaticano dopo la sua elezione, Wenders e la sua squadra, nel corso di diversi anni, hanno intervistato il Papa e ottenuto l’accesso a filmati d’archivio su di lui e sui suoi viaggi in tutto il mondo. Il risultato di questi incontri e dello studio dei materiali disponibili è un potente messaggio di compassione, umanesimo e unità. “Non è facile, nel mondo di oggi, vivere davvero secondo i principi che si predicano e comportarsi con coerenza”, dice Wenders del suo soggetto. “Ci siamo abituati al fatto che la maggior parte delle persone che parlano per tutti – di solito i politici – non praticano ciò che predicano. Con Papa Francesco, abbiamo un uomo onesto e che rappresenta non solo i cristiani e i cattolici, ma l’umanità in generale, mettendo in pratica ciò che professa, ed io ho la più alta stima nei confronti di questo modo di comportarsi”. In uscita nel quinto anniversario del suo pontificato, Papa Francesco – Un uomo di parola è scritto e prodotto da Wim Wenders e David Rosier e prodotto insieme a Samanta Gandolfi Branca, Alessandro Lo Monaco e Andrea Gambetta. Il film è una collaborazione speciale tra la Focus Features, il CTV – Centro Televisivo Vaticano (CTV), Célestes Images, Solares Fondazione delle Arti e Solares Suisse Foundation, la Neue Road Movies in Germania, la Decia Films in Francia e la PTS Art’s Factory in Italia. Un uomo nel mondo Papa Francesco è nato il 17 dicembre del 1936 a Buenos Aires da immigrati italiani, è entrato in seminario come gesuita nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969. Prima della sua elezione a papa, il 13 marzo del 2013, Bergoglio è stato arcivescovo di Buenos Aires dal 1998 al 2013 e cardinale della Chiesa cattolica romana dal 2001 al 2013. È stato nominato Persona dell’anno da Time Magazine nel 2013 ed è stato candidato al Nobel per la pace l’anno successivo.

Nonostante il tono e la portata del suo papato siano globali, le caratteristiche che lo definiscono sono l’umiltà e la moderazione. Dopo essersi stabilito in Vaticano nel 2013, ha scelto di risiedere in un semplice appartamento con due camere da letto piuttosto che nelle sontuose stanze del Palazzo Apostolico, infrangendo una tradizione portata avanti dai papi per oltre un secolo. Dopo essere diventato Papa, si è fatto conoscere come un conservatore compassionevole il cui famoso commento in riferimento all’omosessualità – “Chi sono io per giudicare?” – lo ha rapidamente definito come inclusivo, progressista e aperto se paragonato ai suoi predecessori. Si è rivelato egualmente progressista su questioni relative alla scienza, in particolare all’ecologia e all’ambiente. Nel 2015, ha pubblicato un’enciclica di 184 pagine sui pericoli dei cambiamenti climatici nella quale ha chiesto che i combustibili fossili vengano gradualmente eliminati e sostituiti da energie rinnovabili. In molti dei suoi discorsi si è espresso inoltre contro l’uso improprio del potere politico ed economico in tutto il mondo. “Gli esseri umani, pur essendo capaci del peggio, sono anche in grado di innalzarsi al di sopra di se stessi, optare nuovamente per il bene e ricominciare da capo“, ha dichiarato nell’enciclica, diretta a cattolici e cristiani ma anche a tutti gli abitanti del pianeta. Nei sermoni e nelle interviste successive, Papa Francesco ha trattato un’ampia serie di problemi e preoccupazioni che richiedevano una serie di riforme della Chiesa cattolica.

Preferisco una Chiesa ferita, dolorante e sporca perché è scesa nelle strade, piuttosto che una Chiesa malsana perché sta al chiuso, aggrappata alla propria sicurezza“, ha detto. “Non voglio una Chiesa che vuole essere al centro e poi finisce per essere avvolta in una ragnatela di ossessioni e procedure”. La sua prima visita internazionale è stata il 22 luglio 2013, quando si è recato a Rio de Janeiro, in Brasile, e ha visitato i bassifondi impoveriti insieme alla presidente Dilma Rousseff, mostrandosi subito come uomo del popolo. Più tardi, il 7 settembre dello stesso anno, ha celebrato una speciale veglia di preghiera per la pace in Siria in Piazza San Pietro.

Davanti ai 100.000 presenti, nel suo sermone ha insistito sul fatto che “quando l’uomo pensa solo a se stesso e diviene preda degli idoli del dominio e del potere, apre la porta alla violenza, all’indifferenza e al conflitto”. Nei suoi cinque anni da Papa, Francesco ha viaggiato in Paraguay, Bolivia, Ecuador, Myanmar, Bangladesh e Cile, dove ha affrontato la questione degli abusi sessuali perpetrati da membri Chiesa. “Ecco un uomo in cui alberga Dio – o lo spirito di Dio – e che non ha paura di affrontare qualsiasi tipo di domanda sull’umanità”, dice don Dario Edoardo Viganò, l’ex prefetto della Segreteria delle Comunicazioni Vaticane, che ha avuto l’idea per Un uomo di parola. “Riesce a comunicare molto facilmente l’idea che l’essere umano è un luogo in cui si può notare la presenza di Dio.