Per raccontare la nuova collezione Dioriviera 2025, Maria Grazia Chiuri sceglie un luogo che sembra sospeso tra cielo e mare, dove ogni scorcio è un verso e ogni panorama un’ode alla bellezza italiana: Ravello, terrazza naturale della Costiera Amalfitana. Un’ambientazione che non è solo sfondo, ma anima e protagonista di una campagna che celebra il Mediterraneo con l’eleganza discreta e profonda che da sempre contraddistingue la direttrice creativa di Dior.
La nuova campagna visiva si apre con uno sguardo che accarezza il mare da un parapetto in ferro battuto. Le modelle – eteree ma potenti – indossano abiti che sembrano respirare la stessa aria salmastra che gonfia i veli e scolpisce i contorni delle rocce. Un miniabito crochet nero e panna, con lacci incrociati sul petto, racconta l’essenza di un’estate raffinata e mai ostentata. A completare il look, un cappello in paglia con fascia logata: gesto semplice, ma iconico, che sa di vacanze d’élite, di pomeriggi lenti e luminosi.
Accanto, un’altra figura femminile, vestita in nero con la grazia di chi non ha bisogno di alzare la voce, porta una borsa in paglia ricamata con motivi tropicali. Sono immagini che non raccontano semplicemente un abito: raccontano un tempo, un luogo, una sensazione. L’azzurro del mare, le pietre calde, l’aria che vibra — tutto diventa parte integrante di una narrazione visiva che ha il respiro di un film d’autore.
Dioriviera non è mai stata una semplice cruise collection. È un manifesto estetico che parla la lingua del viaggio, del desiderio e della memoria. Le righe marinière, i maxi dress fluttuanti, le borse in rafia, le tonalità sabbia, corallo e cielo: ogni elemento sembra disegnato per abitare un’estate ideale, dove tutto è essenziale, ma nulla è banale.
Con questa collezione, Maria Grazia Chiuri firma l’ennesimo capitolo di un racconto coerente e potente, che unisce artigianalità e modernità, radici e visione, femminilità e libertà. E lo fa scegliendo l’Italia, il Mediterraneo, il Sud: non come folklore, ma come luogo simbolico in cui la moda ritrova la sua vocazione più autentica — quella di emozionare, connettere, ispirare.
In un’epoca in cui l’effimero rischia di prevalere sul significato, Dior sceglie il racconto. Un racconto fatto di vento, luce, roccia e mare. E in questo racconto, Ravello non è solo uno scenario: è l’abito più bello di tutti.




