Di cosa parla “Spatriati” il nuovo libro di Mario Desiati vincitore della 76esima edizione del Premio Strega 2022

Si intitola “Spatriati” il nuovo libro di Mario Desiati vincitore della 76esima edizione del Premio Strega 2022 con 166 voti. Nella cornice del Ninfeo di Villa Giulia a Roma, la presentatrice Geppi Cucciari ha premiato il vincitore del prestigioso riconoscimento letterario che viene assegnato ogni anno a un libro pubblicato in Italia.

Quest’anno per la prima volta i romanzi finalisti non sono stati cinque, come da tradizione, ma 7. Questi gli altri titoli: ‘Niente di vero’ di Veronica Raimo (vincitrice anche del Premio Strega Giovani 2022); ‘Quel maledetto Vronskij’ di Claudio Piersanti; ‘Randagi’ di Marco Amerighi; ‘Nova’ di Fabio Baca’; ‘E poi saremo salvi’ di Alessandra Carati; ‘Nina sull’argine’ di Veronica Galletta.

Trama:
Claudia è solitaria ma sicura di sé, stravagante, si veste da uomo. Francesco è acceso e frenato da una fede dogmatica e al tempo stesso incerta. Lei lo provoca: lo sai che tua madre e mio padre sono amanti? Ma negli occhi di quel ragazzo remissivo intravede una scintilla in cui si riconosce. Da quel momento non si lasciano più. A Claudia però la provincia sta stretta, fugge appena può, prima Londra, poi Milano e infine Berlino, la capitale europea della trasgressione; Francesco resta fermo e scava dentro di sé. Diventano adulti insieme, in un gioco simbiotico di allontanamento e rincorsa, in cui finiscono sempre per ritrovarsi. Mario Desiati mette in scena le mille complessità di una generazione irregolare, fluida, sradicata: la sua. Quella di chi oggi ha quarant’anni e non ha avuto paura di cercare lontano da casa il proprio posto nel mondo, di chi si è sentito davvero un cittadino d’Europa. Con una scrittura poetica ma urticante, capace di grande tenerezza, dopo “Candore” torna a raccontare le mille forme che può assumere il desiderio quando viene lasciato libero di manifestarsi. Senza timore di toccare le corde del romanticismo, senza pudore nell’indagare i dettagli più ruvidi dell’istinto e dei corpi, interroga il sesso e lo rivela per quello che è: una delle tante posture inventate dagli esseri umani per cercare di essere felici. «A volte si leggono romanzi solo per sapere che qualcuno ci è già passato». Claudia entra nella vita di Francesco in una mattina di sole, nell’atrio della scuola: è una folgorazione, la nascita di un desiderio tutto nuovo, che è soprattutto desiderio di vita. Cresceranno insieme, bisticciando come l’acqua e il fuoco, divergenti e inquieti. Lei spavalda, capelli rossi e cravatta, sempre in fuga, lui schivo ma bruciato dalla curiosità erotica. Sono due spatriati, irregolari, o semplicemente giovani. Un romanzo sull’appartenenza e l’accettazione di sé, sulle amicizie tenaci, su una generazione che ha guardato lontano per trovarsi.
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