Per qualcuno è solo la nuova linea blu da Linate a San Cristoforo. Per altri, da oggi, è il primo capitolo del ritorno al cinema di Checco Zalone. I maxi schermi della M4 si sono trasformati in una galleria a cielo chiuso: il comico pugliese appare abbronzatissimo, completo da “imprenditore fashion”, mille filtri e deformazioni da pop art, fino a una versione dorata in stile David di Donatello. Un influencer finto, patinato, un po’ kitsch, che sembra nato per i social prima ancora che per il grande schermo.
È il teaser urbano di “Buen Camino”, il nuovo film scritto, diretto e interpretato da Zalone, in arrivo al cinema il 25 dicembre 2025 con Medusa Film. La campagna è pensata come un vero e proprio “cammino metropolitano”: il personaggio occupa le stazioni e i punti nevralgici della mobilità milanese, come se i passeggeri fossero i primi spettatori di una storia ancora tutta da raccontare. Ma il trucco è proprio qui: quelle immagini raccontano solo la superficie. Il film promette di ribaltare completamente l’uomo che la metro sta cominciando a mostrarci.
In “Buen Camino” Zalone interpreta l’erede viziato di un impero di produttori di divani, biondo platino e vita da cartolina in una Sardegna da lusso estremo, fino al giorno in cui la figlia adolescente scompare. È la crepa che spalanca il vuoto. Per ritrovarla, l’uomo è costretto a lasciare la bolla patinata della Costa Smeralda e a mettersi in cammino lungo il Cammino di Santiago, sulle orme di una ragazza che non conosce più davvero.
La commedia diventa così un on the road sentimentale, costruito su quel doppio registro che ha reso Zalone un caso unico: comicità popolare e osservazione sociale, risate immediate e una malinconia che arriva a sorpresa. Il pellegrinaggio è fatica, vesciche, zaini, incontri improbabili. Ma è anche il terreno fragile di un riavvicinamento padre–figlia rimandato troppo a lungo, in un’Europa attraversata dalle contraddizioni dei privilegiati in crisi.
Dietro la macchina da presa c’è di nuovo Gennaro Nunziante, storico alleato di Zalone e coautore della sceneggiatura. Insieme hanno inaugurato il fenomeno cinematografico con “Cado dalle nubi” nel 2009 e, film dopo film, hanno costruito un linguaggio in cui la provincia italiana, i sogni piccoli e le manie del Paese diventano dinamite comica. Il cast mescola volti italiani e internazionali: Beatriz Arjona, Letizia Arnò, Martina Colombari, Hossein Taheri, Alfonso Santagata. La fotografia è firmata da Massimiliano Kuveiller, e la produzione porta i marchi Indiana Production, Medusa Film, MZL e Netflix, a conferma di un progetto pensato per parlare tanto all’Italia quanto al pubblico globale.
I luoghi raccontano un doppio mondo. Da una parte la Gallura e la Costa Smeralda, teatro della vita agiata del protagonista. Dall’altra la Spagna del Cammino, con tappe reali del percorso di Santiago scelte per restituire la verità fisica, a volte scomoda, del pellegrinaggio più famoso d’Europa. Niente cartoline: l’obiettivo è far sentire allo spettatore il peso dello zaino, il silenzio dei sentieri, la distanza tra le immagini perfette dei social e l’imprevisto della strada.
Sul fronte numeri, l’aspettativa è da “miracolo di Natale”. Con titoli come “Quo Vado?” Zalone ha già riscritto la storia degli incassi italiani, superando complessivamente quota centinaia di milioni al botteghino. Le prevendite di “Buen Camino”, aperte a metà novembre, stanno già registrando un trend importante, con diverse sale verso il tutto esaurito quando mancano ancora settimane all’uscita.
Per ora, però, il viaggio comincia sotto terra. Tra un annuncio di fermata e una valigia per l’aeroporto, Milano si ritrova a fare da prologo a una storia che parte dal kitsch dorato di un influencer improvvisato e promette di arrivare molto più lontano, dove il vero “cammino” non è quello che si posta, ma quello che si ha il coraggio di fare.




