Che cos’è il polpo di otto metri firmato da Murakami e Louis Vuitton

Un gigante colorato, sospeso tra sogno e provocazione. All’Art Basel Paris 2025, il mondo dell’arte e quello della moda si intrecciano ancora una volta grazie alla nuova, visionaria collaborazione tra Louis Vuitton e Takashi Murakami. Dopo vent’anni dalla loro prima unione creativa, la maison francese e l’artista giapponese tornano a dialogare con un linguaggio che non conosce confini.

Il simbolo di questo incontro? Un polpo monumentale alto otto metri, firmato Murakami, i cui tentacoli fluorescenti invadono lo spazio del Balcon d’Honneur del Grand Palais come se fosse un acquario immaginario. Un’opera che non si limita a essere scenografia, ma si trasforma in manifesto: un invito a immergersi in un universo dove l’arte contemporanea incontra il lusso senza tempo.

Accanto a lui, a “nuotare” in questo mare psichedelico, ci sono le undici nuove borse della collezione “Artycapucines VII – Louis Vuitton x Takashi Murakami”. Oggetti d’arte indossabili che raccontano il linguaggio caleidoscopico dell’artista: dagli occhi giganti ai fiori sorridenti, fino alle creature ibride sospese tra pittura nihonga, estetica anime e cultura pop giapponese.

Tra i modelli spiccano la Capucines East West Rainbow, un arcobaleno tridimensionale che celebra l’iconico motivo Smiling Flower; la Mini Mushroom, ricamata con cento funghi 3D; la spettacolare East West Dragon, ispirata al colossale Dragon in Clouds Indigo Blue; e la Panda Clutch, ricoperta da oltre seimila strass che scintillano come un mosaico futurista.

Un viaggio che riprende un dialogo avviato già nel 2014, quando Murakami aveva illuminato l’inaugurazione della Fondation Louis Vuitton progettata da Frank Gehry. E che oggi conferma la vocazione del brand a trasformare ogni oggetto in un ponte tra passato e futuro, moda e arte, sogno e realtà.

Non è la prima volta che la maison osa. Nel 2001, Marc Jacobs aveva scelto di rompere le regole collaborando con Stephen Sprouse, portando i graffiti della street culture sugli iconici bauli e borse LV. Da allora, il legame tra l’universo Vuitton e gli artisti è diventato una costante, un gioco di contaminazioni che attraversa decenni.

Dal Malle Lit del 1854 – il baule da viaggio che si trasformava in letto – fino alle rivisitazioni contemporanee firmate da Nicolas Ghesquière e Pharrell Williams, ogni generazione ha ridefinito l’idea di lusso: non più semplice possesso, ma esperienza, immaginazione, libertà creativa.

Con Murakami, oggi Louis Vuitton riafferma la sua essenza più pura: quella di essere non solo una maison, ma un laboratorio visionario, dove moda e arte si incontrano per riscrivere continuamente il concetto di meraviglia.

In fondo, il polpo gigante di Parigi non è solo un’opera: è un simbolo del tempo che cambia. Una creatura che abbraccia l’arte, la moda e l’immaginazione, ricordandoci che il vero lusso è saper guardare il mondo con occhi sempre nuovi.

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