Chiamarsi “Amateur” quando si è Cesare Cremonini sembra quasi una provocazione. Dopo stadi pieni, dischi diventati parte della memoria collettiva e oltre venticinque anni trascorsi al centro della musica italiana, Cremonini ha scelto proprio la parola che indica chi fa qualcosa prima di tutto per passione per intitolare il suo nuovo album.
Il nuovo progetto, “Amateur”, è il decimo album di inediti della sua carriera e arriverà il 23 ottobre 2026. Un titolo apparentemente semplice che, osservato dentro il percorso dell’artista bolognese, racconta già parecchio della direzione scelta.
Perché Cremonini, ormai, non deve dimostrare di essere diventato un professionista. È accaduto molto tempo fa. Da 50 Special in avanti ha attraversato generazioni, cambiamenti dell’industria discografica e trasformazioni del pop italiano riuscendo in qualcosa che non era affatto scontato: sopravvivere alla propria prima, gigantesca hit.
Ed è proprio per questo che oggi definirsi amateur assume un significato diverso.
Tornare dilettanti quando si è già arrivati
La parola francese amateur deriva dal latino amator: chi ama. Prima ancora di indicare qualcuno che non svolge professionalmente un’attività, racconta quindi una relazione con ciò che si fa.
Applicata a Cremonini diventa quasi una dichiarazione programmatica: provare a recuperare lo stupore di quando fare musica non significava ancora classifiche, tour negli stadi, strategie e aspettative.
È uno dei problemi più interessanti nella carriera di qualsiasi artista destinato a durare. All’inizio si crea perché si vuole arrivare da qualche parte. Dopo il successo, invece, bisogna trovare una ragione per continuare quando si è già arrivati.
Cremonini sembra voler ripartire proprio da quella domanda.
Non dalla necessità di ricostruire una carriera, ma dal desiderio di rimetterla in movimento.
Da “50 Special” agli stadi
Quando nel 1999 arrivò 50 Special, Cremonini aveva poco più di vent’anni e i Lùnapop sembravano rappresentare perfettamente una determinata stagione del pop italiano. Avrebbe potuto rimanere per sempre il ragazzo della Vespa, imprigionato dentro una canzone talmente grande da divorare tutto quello che sarebbe venuto dopo.
È successo il contrario.
La carriera solista gli ha permesso progressivamente di cambiare pelle. Canzoni come “Marmellata #25”, “Dicono di me”, “Il comico (Sai che risate)”, “Logico #1”, “Poetica” e “Nessuno vuole essere Robin” hanno costruito un repertorio capace di tenere insieme pop immediato e scrittura d’autore.
Nel frattempo sono cambiati anche gli ascoltatori.
Chi comprava i CD dei Lùnapop oggi può avere figli adolescenti che conoscono Cremonini attraverso Spotify. Ed è probabilmente questa una delle sue vittorie più significative: essere diventato un artista intergenerazionale senza trasformarsi in un monumento alla nostalgia.
Il rischio più grande è diventare prevedibili
Quando un cantante raggiunge una posizione così consolidata, il vero pericolo non è più il fallimento. È la prevedibilità.
Il pubblico sa cosa aspettarsi. Le radio sanno cosa programmare. I concerti hanno una dimensione sempre più spettacolare. Il nome stesso dell’artista diventa una garanzia.
Ma una garanzia può trasformarsi anche in una gabbia.
Amateur, almeno nelle intenzioni suggerite dal titolo, sembra voler mettere in discussione proprio quella sicurezza. Recuperare l’istinto di chi entra in studio senza comportarsi come qualcuno che conosce già perfettamente il risultato.
È un paradosso affascinante: per continuare a essere Cesare Cremonini, forse Cremonini deve provare a dimenticare per un momento di esserlo.
Il nuovo capitolo
L’uscita del disco sarà accompagnata da una nuova fase live, terreno nel quale negli ultimi anni Cremonini ha consolidato definitivamente la propria dimensione da grande performer italiano.
Ma stavolta la curiosità non riguarda soltanto quanto saranno grandi i concerti o quanti biglietti verranno venduti.
La domanda più interessante è un’altra: che musica produce un artista arrivato al decimo album quando decide di tornare, almeno idealmente, al punto di partenza?
Forse è proprio questo il senso di Amateur.
Non fingere di avere nuovamente vent’anni. Non cancellare ciò che è successo nel frattempo. Ma cercare di conservare quella parte irrazionale che precede il mestiere, i numeri e il successo.
Dopo oltre venticinque anni di carriera, Cremonini può permettersi praticamente tutto.
Persino il lusso più difficile per un artista affermato: tornare a sentirsi un principiante.




