“C’era una volta Sergio Leone” Parigi celebra il regista che ha rivoluzionato il codice del western

A trent’anni dalla morte, il regista de “Il buono, il brutto, il cattivo”, e di “C’era una volta il West”, Sergio Leone, ottiene un’eccezionale rivincita con la grande mostra che gli dedica a Parigi la Cinémathèque Française in coproduzione con la Cineteca di Bologna. La mostra s’intitola “C’era una volta Sergio Leone” e durerà fino al 27 gennaio 2019, in rue de Bercy.

Artista del lirismo e del triviale a un tempo, Sergio Leone è un raro esempio di avanguardia cinematografica popolare compresa e adorata dal pubblico più largo“, commenta il direttore della Cinémathèque Française, Frédéric Bonnaud.

Sergio Leone (1929-1989) considerato uno dei più importanti registi della storia del cinema, è stato attore, sceneggiatore e produttore, oltre che regista. Pur avendo diretto solo 7 film, le sue opere hanno profondamente influenzato la storia del cinema.
La mostra parigina si apre con un telefono che suona a vuoto, sogno o incubo ricorrente di Noodle-De Niro, e si chiude con un grande ritratto del regista dipinto da Francesca, sua figlia pittrice.

La mostra si articola in tre periodi, l’esposizione inizia dall’infanzia del regista, figlio del cineasta Vincenzo Leone e dall’attrice Edvige Valcarenghi, coppia che aveva realizzato nel 1913, il primo western all’italiana, dal titolo “La Vampira Indiana”, per terminare con l’ultima sezione dedicata al film mai fatto, quello sui novecento giorni dell’assedio tedesco a Leningrado che Sergio Leone avrebbe girato se, nel 1989, un infarto non se lo fosse portato via.Leone è stato un narratore straordinario, un bambino sognante che tramite i suoi film accompagnava lo spettatore nelle sue fantasie, nelle sue terre epiche, nei luoghi di sogno, di avventura, di possibilità e di disillusioni. Artista che ha rivoluzionato il codice del western con la complicità di un altro genio: l’autore delle musiche Ennio Morricone.

Giada Fanelli