Certe parole non tornano mai davvero per caso. Canzonissima è una di quelle. Un titolo che appartiene all’immaginario collettivo, che attraversa generazioni senza bisogno di spiegazioni. E oggi, nel 2026, torna in televisione con un obiettivo preciso: riaccendere un legame emotivo tra passato e presente, tra ciò che siamo stati e ciò che siamo diventati.
Alla guida di questo viaggio c’è Milly Carlucci, visibilmente emozionata durante la conferenza stampa del 19 marzo. Non solo per il peso del progetto, ma per quello che rappresenta.
“Canzonissima è qualcosa che tutti sentono proprio, anche chi non l’ha mai vista davvero. È come se fosse nel nostro DNA televisivo”, ha raccontato.
Il debutto è fissato per sabato 21 marzo 2026 in prima serata su Rai 1, ma la sensazione è che il programma sia già cominciato. Nelle aspettative, nei ricordi, nelle conversazioni.
Una giuria che racconta l’Italia dello spettacolo
Il nuovo corso di Canzonissima passa anche da una giuria costruita come uno specchio del Paese: volti della televisione, della musica, del giornalismo e del racconto.
Accanto a nomi già annunciati, arrivano anche Caterina Balivo e Giacomo Maiolini, a completare un gruppo che include Francesca Fialdini, Pierluigi Pardo, Claudio Cecchetto, Riccardo Rossi e Simona Izzo.
Non solo giudici, ma interpreti di uno sguardo collettivo, chiamati a valutare non solo le esibizioni ma anche il peso emotivo delle scelte musicali.
La prima puntata: le canzoni che ci hanno cresciuti
Il tema della serata inaugurale è semplice solo in apparenza: la canzone del cuore. In realtà è un dispositivo narrativo potentissimo. Ogni artista porta sul palco un brano che ha segnato la sua vita, la sua formazione, la sua identità.
Da Enrico Ruggeri a Malika Ayane, passando per Fabrizio Moro, Michele Bravi e Irene Grandi, il cast attraversa epoche e stili, tenendo insieme tradizione e contemporaneità.
E poi ci sono le sorprese, come Vittorio Grigolo con Nessun dorma o Elettra Lamborghini che porta in scena una rilettura pop.
“Non chiediamo ai cantanti di vincere una gara, chiediamo loro di raccontarsi. La musica è solo il punto di partenza”, ha spiegato Carlucci.
Gli ospiti: quando il racconto si allarga
Il debutto si apre anche al mondo del cinema e dello spettacolo con presenze capaci di aggiungere nuove sfumature al racconto.
Claudio Santamaria omaggerà Adriano Celentano, mentre Rocco Papaleo e Claudia Pandolfi porteranno sul palco un classico senza tempo.
Una scelta che conferma la direzione editoriale: Canzonissima non è solo un programma musicale, è un contenitore di storie.
Sette serate, un racconto continuo
Il format si sviluppa in sei puntate tematiche più una finale, ma la vera struttura è emotiva. Ogni serata diventa un capitolo, ogni canzone un frammento di vita.
Tra i temi: la dedica, la rivincita di Sanremo, la canzone che avrei voluto scrivere, il proprio successo più importante.
Alla fine non vince solo un brano. Vince una narrazione.
“Emotainment”: la televisione che sente
Milly Carlucci ha coniato una parola che sintetizza tutto: emotainment.
“Non basta più esibirsi bene. Il pubblico vuole capire perché quella canzone è importante, cosa c’è dietro. Vuole sentire qualcosa di vero”, ha detto.
Un cambio di paradigma che si riflette anche nella messa in scena: orchestra dal vivo diretta dal maestro Luigi Saccà, regia firmata da Luca Alcini e uno spazio — l’Auditorium Rai del Foro Italico — che diventa quasi un teatro dell’anima.
La vera sfida non sono gli ascolti
Il sabato sera sarà competitivo, tra grandi show e pubblico frammentato. Ma la sensazione è che Canzonissima giochi un’altra partita.
“Non stiamo riportando indietro il tempo, stiamo cercando di capire cosa resta di quelle emozioni oggi”, ha confidato Carlucci.
E forse è proprio questo il punto.
Non la nostalgia.
Ma la possibilità di ritrovarsi dentro una canzone.




