Bologna: ecco tutto ciò che c’è da sapere sulla mostra “Vivian Maier”

Maier_055, 6/25/13, 9:50 AM, 16C, 5736x5466 (152+1453), 100%, Custom, 1/60 s, R36.6, G8.6, B22.8

In via San Felice, nel cuore della Bologna antica, a due passi dalle due Torri e da Piazza Maggiore, sorge Palazzo Pallavicini. Nelle sale rinascimentali di questo meraviglioso complesso, originario del XV secolo è stata organizzata la mostra “Vivian Maier”, fino al 27 maggio 2018. La mostra è stata realizzata da Palazzo Pallavicini con la cura di Anne Morin di DiChroma Photography sulla base delle foto dell’archivio Maloof Collection e dell’Howard Greendberg Gallery, New York.

Vivian Maier (1926-2009) lavora come governante per più di quarant’anni dagli inizi degli anni ’50. La sua intera vita passa nell’ombra fino al 2007, quando John Maloof, figlio di un rigattiere, acquista un box a un’asta. Dalla scatola emergono effetti personali femminili di ogni genere appartenenti a una donna, Vivian Maier, il cui contenuto è stato messo all’asta a causa di ritardi nel pagamento dell’affitto. Tra questi oggetti emerge anche una cassa contenente centinaia di negativi e rullini, tutti ancora da sviluppare. Dopo averne stampati alcuni e averli mostrati in giro, Maloof si rende conto dell’immenso tesoro che ha tra le mani e porta in breve tempo questa fotografa sconosciuta a essere apprezzata e affermata a livello mondiale.

Durante l’esposizione sembrerà di entrare nel mondo di Vivien, riuscendo a vedere con i suoi occhi ciò che la circondava. Le sue opere danno un perfetto identikit di se stessa, della persona o luogo ripreso. L’amore per i dettagli, una ruga sul volto di un anziano, gli occhi innocenti di un bambino, lo stupore o l’indignazione sul volto dei suoi protagonisti, fanno capire l’anima straordinaria di Vivien. Ammirando le immagini degli autoritratti ogni volto diventa protagonista, ci immergiamo nel pensiero che dietro ogni fisionomia ci sia una storia diversa, forse simile ma mai completamente uguale…e qui capiamo che ogni essere è unico e straordinario al tempo stesso. Fotografie che non seguono ricerche di carattere economico ma l’istintività e la sensibilità di cui Vivien era dotata. La strada è il suo palcoscenico, scatta fotografie nel suo tempo libero riuscendo a cogliere momenti di vita vera e mai banale.

La ricerca personale fuori da ogni schema, per un benessere interiore fa si che abbia la mia più profonda ammirazione.

Mostra consigliata!

Orari di apertura

Aperto da giovedì a domenica dalle 11.00 alle 20.00

Aperture festività: 1 e 2 aprile, 25 aprile, 1 maggio 2018

Chiuso il lunedì, martedì e mercoledì.

La biglietteria chiude 1h prima (ore 19 ultimo ingresso)

Giada Fanelli