Momenti di paura e tensione per BigMama, rimasta bloccata a Dubai dopo la chiusura dello spazio aereo in seguito agli attacchi militari contro l’Iran e alla risposta di Teheran. La cantante ha condiviso sui social un video carico di angoscia, chiedendo aiuto e visibilità per i tanti italiani coinvolti.
«Stiamo vivendo un incubo», racconta con la voce rotta dall’emozione. «Continuiamo a sentire missili sopra la testa. Io sono terrorizzata».
Il volo dirottato e l’attesa in hotel
BigMama ha spiegato di essere partita dall’aeroporto di Malé quando il volo è stato improvvisamente dirottato verso il deserto nei pressi di Dubai. I passeggeri sono stati trasferiti in hotel e invitati a restare al sicuro, mentre la situazione militare nella regione continua a evolversi.
«Siamo tantissimi italiani bloccati qui. Vi chiedo di muovere tutte le forze possibili», ha detto rivolgendosi ai follower. «Non ho mai chiesto niente, ma ho troppa paura».
Italiani bloccati e collegamenti difficili
Con lei ci sarebbero numerosi connazionali rimasti senza possibilità di rientro a causa della chiusura dello spazio aereo. Tra le persone bloccate anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, il cui volo di ritorno sarebbe stato cancellato.
Secondo le testimonianze, i contatti con le autorità consolari risultano difficili e la situazione resta incerta.
Esplosioni e paura negli Emirati
Nelle ultime ore anche Dubai sarebbe stata interessata da attacchi iraniani in risposta all’operazione militare condotta da Stati Uniti e Israele contro Teheran. Video diffusi sui media locali mostrerebbero esplosioni e colonne di fumo; nella zona della Palm Island si segnalano feriti, mentre le autorità stanno ancora chiarendo la dinamica.
L’appello: “Occhi su di noi”
Il messaggio della cantante è un grido di aiuto ma anche un invito a non dimenticare chi si trova bloccato in un’area di crisi.
«Occhi su di noi. Vogliamo tornare a casa».
In un momento in cui la tensione internazionale cresce e i collegamenti aerei restano sospesi, l’angoscia dei civili coinvolti diventa il volto umano di una crisi geopolitica sempre più imprevedibile.




