“Andrea Pazienza, trent’anni senza”: in mostra il genio del fumetto italiano

Nel meraviglioso complesso dell’ex mattatoio di Roma, originariamente adibito alla macellazione e alla distribuzione delle carni destinata alla capitale e oggi officina artistica e di studio, è presente la mostra: «Andrea Pazienza, trent’anni senza». Prodotta da ARF! Festival e Napoli Comicon con Roma Capitale (Assessorato alla Crescita Culturale), Azienda Speciale Pala Expo e il supporto di CLES S.r.l., con le partnership di ATAC, Arredopallet, PressUp e DYT – Do It Youself.

La mostra avrà luogo fino 15 luglio, nell’anno che segna il trentennale della sua tragica scomparsa, avvenuta a Montepulciano il 16 giugno del 1988 all’età di soli 32 anni.
Una mostra di carattere antologico, che si propone di raccontare soprattutto Andrea Pazienza fumettista, attraverso una ricca selezione delle sue opere: da Aficionados e Le straordinarie avventure di Penthotal alle storie del suo personaggio più celebre, Zanardi, passando per Tormenta, Perché Pippo sembra uno sballato, Pertini, Gli ultimi giorni di Pompeo fino all’incompiuto Storia di Astarte. Un’intensa esposizione di opere originali che celebra il più poliedrico e geniale autore italiano di tutti i tempi e che riunisce in un unico luogo le sue eredità artistiche e umane.

L’unica grande rockstar del fumetto italiano, forse l’unica capace di lasciare veramente il segno su diverse generazioni a partire dalla sua, di parlare da coetaneo a ragazzini di cui oggi sarebbe il nonno. Attraverso la visione delle sue opere d’arte e dei video installati, è possibile capire l’animo ribelle, irrequieto e affascinante che Andrea Pazienza emanava e che tutt’oggi scaturisce.

A integrare la mostra ci sono due opere inedite: una pala in otto tele di Zanardi, di 2.40 × 2.40, che nel 1983 Pazienza dipinse al Luneur di Roma, in occasione della manifestazione Ottovolante-Festival della satira, per tanti andata perduta e proprio nel 2018 finalmente ritrovata, e il bellissimo ritratto che Andrea Pazienza disegnò nell’aprile del 1986 alla morte dell’amico Stefano Tamburini per la copertina Frigidaire, che in quel momento Vincenzo Sparagna preferì non pubblicare ma che oggi, in quest’occasione, vede nuovamente la luce.

Mostra consigliata anche alle nuove generazioni di lettori, poiché Andrea Pazienza è stato un artista che ha lasciato un segno indelebile al quale molti ancora s’ispirano.
INFO:
Orario: 12:30 – 19:30 (chiuso i lunedì)
Biglietti: intero € 12 – ridotto € 10
Ingresso gratuito: Over 65 e disabili (con apposito certificato) con 1 accompagnatore.

Giada Fanelli