Alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, la mostra: “Party of life. Keith Haring, a vision”

E’ in corso fino al 25 febbraio 2018 alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, la mostra: Party of life. Keith Haring, a vision. Esposizione organizzata dalla galleria Contemporary Concept a cura di Diana di Nuzzo in collaborazione con: Pinacoteca Nazionale di Bologna, Accademia di Belle Arti di Bologna, Istituto Artistico Francesco Arcangeli, International School of Bologna, GVC onlus, NPS Italia onlus e con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Segreteria di Stato Istruzione e cultura della Repubblica di San Marino, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna.

“Nella primavera del 1984 ho organizzato una festa per il mio ventiseiesimo compleanno e l’ho intitolata: “Party of life”. Volevo che fosse una cosa grandiosa perché avevo iniziato a guadagnare piuttosto bene e mi sentivo un po’ in colpa: dividere questa ricchezza con i miei amici mi sembrava quindi una buona idea.”

Il titolo della mostra si rifà a un party organizzato da Haring stesso.

Sono esposte una sessantina di opere dell’artista americano, provenienti da collezioni private e da musei pubblici, molte delle quali inedite per il grande pubblico. La mostra intende far conoscere la vita e l’opera di un artista che rese segno grafico il «mood» vitale, creativo, nevrotico della vita newyorkese, riempiendo con i suoi grandi disegni gli spazi vuoti della metropolitana, aprendo nuove frontiere all’arte pubblica partecipata.

L’esposizione aiuta a capire l’artista Keith Haring. L’uomo che è riuscito a farsi amare incondizionatamente attraverso il messaggio sociale che esprimeva tramite la sua persona e le sue opere d’arte, realizzando lavori di enorme impatto e risonanza internazionale. Come lui amava dire: “Il pubblico ha diritto all’arte. L’arte è per tutti”.

In Italia abbiamo la fortuna di avere uno degli ultimi lavori di Keith Haring: “Tuttomondo” un grande murale realizzato nel 1989 sulla parete esterna della canonica della chiesa di Sant’Antonio abate a Pisa.

Giada Fanelli