Festa del Cinema di Roma: la tecnologia VR racconta il lockdown dell’Italia invisibile

Lo scorso sabato alla Festa del Cinema di Roma si è tenuta la presentazione di “Lockdown 2020 – l’Italia invisibile”, il nuovo film di Omar Rashid, giovane regista fiorentino che fino ad ora aveva già lavorato diverse volte con Rai Cinema per progetti tutti in VR.

L’idea a trasportare la troupe operativa attraverso varie città d’Italia è stata la possibilità di riprendere una realtà a noi totalmente estranea, quasi distopica: le vie e le piazze che siamo abituati a vedere assaltate dalle folle di turisti e non, completamente deserte.
Prima di entrare in questo mondo incantato il pensiero potrebbe essere che i telegiornali possano già averci preparato a questo, ma nell’indossare il visore la prospettiva cambia immediatamente. Veniamo totalmente immersi all’interno del luogo. Possiamo osservare il cielo, i palazzi, le persone che camminano per dirigersi a casa o verso qualche negozio, ne siamo totalmente travolti.
Non sono che passati pochi mesi da quel periodo di tensione e malessere, eppure, nel visitare questi spazi silenziosi ci si rende conto che sembra una realtà già lontana anni, da noi. È sconvolgente quanto queste semplici immagini riescano a colpire l’animo, riportando la mente a un periodo tanto cupo.
Come spiega anche Rashid realizzare il film non è stato affatto semplice. Le città prese in considerazione sono cinque: Venezia, Milano, Firenze, Roma e Napoli (con l’aggiunta extra della torre di Pisa); e ciò significa ottenere permessi di spostamento e di riprese in un periodo che rema totalmente contro a questo genere di lavori.
Le riprese sono state realizzate, infatti, da due troupe differenti, una, comprendente il regista, che ha lavorato nelle tre città per il nord d’Italia, e una al sud, subendo continui ritardi e rinvii a causa di permessi negati o controversie con la polizia di pattuglia che pretendeva una continua supervisione di permessi e simili necessità.
Un’esperienza, comunque, immersiva attraverso le poesie e i testi di Laura Accerboni, proclamate dalle voci di Matilde Gioli e Vinicio Marchioni in un viaggio che racconta i luoghi “proibiti” dell’Italia nel 2020.

Valentina Iacone