C’era una volta un divano arancione, un bar di New York e sei amici fotogenici con stipendi misteriosamente alti e drammi dosati al millilitro. Oggi c’è una casa condivisa da cinque under 30 incasinati, precari e adorabilmente fragili che cercano di capire come vivere senza istruzioni. La Generazione Z ha il suo “Friends”. E si chiama Adults.
La nuova serie disponibile su Disney+, firmata da Ben Kronengold e Rebecca Shaw, è la risposta sarcastica, brillante e tenera ai venti (e trentenni) di oggi: quelli cresciuti tra uno scroll e una crisi esistenziale, tra sogni da freelancer e reality-check mensili alla voce “conto in banca”.
Adults fotografa quel momento di passaggio che tutti conosciamo ma che nessuno sa davvero spiegare: quando non sei più adolescente, ma nemmeno adulto per davvero. È lì che vivono Billie (Lucy Freyer), Issa (Amita Rao), Paul Bake (Jack Innanen), Antoin (Owen Thiele) e il padrone di casa Samir (Malik Elassal), cinque coinquilini, cinque anime inquiete, cinque vite in sospensione tra amore, paura di crescere e contratti a tempo determinato—nelle relazioni come nel lavoro.
Se Friends era l’utopia pastello degli anni ’90, Adults è il realismo emotivo e post-ironicamente instabile di chi oggi prova a sopravvivere in un mondo che non ti perdona il minimo errore e ti chiede di essere tutto: brillante, produttivo, consapevole e felice. Spoiler: nessuno lo è davvero. E la serie lo racconta con una leggerezza che ha il sapore delle cose serie.
I dialoghi sono taglienti, pieni di micro-verità che scivolano tra battute e momenti di imbarazzo esistenziale. Le dinamiche sono quelle classiche da comedy (l’amico tossico, l’ex che ritorna, il coinquilino che cucina troppo curry), ma la scrittura è tutta di questa epoca: fragile, cruda, con quella dolce malinconia che ti fa ridere mentre ti stringe lo stomaco.
Nel cast, una chicca che farà felici anche i millennial: Charlie Cox, il volto più amato di Daredevil, qui in un ruolo inedito e affettuosamente spaesato, a dimostrazione che anche chi sembra adulto da tempo, in realtà, sta ancora cercando la propria direzione.
In un panorama seriale in cui le nuove generazioni si sono spesso riconosciute in drammi iper-stilizzati (Euphoria) o in sitcom zuccherose, Adults arriva come una boccata d’aria stropicciata e vera, uno show che non si nasconde dietro filtri o stereotipi. È disordinato, a volte un po’ nevrotico, spesso tenero. Proprio come i vent’anni oggi.
E alla fine il messaggio è questo: non serve sapere dove si sta andando. L’importante è chi hai accanto mentre ti perdi.




