Addio giraffe, benvenuto D&G: il Twiga cambia pelle dopo 25 estati

Dalla Versilia glamour degli anni d’oro a un nuovo corso sotto il segno dell’eleganza firmata. Il celebre locale fondato da Flavio Briatore dice addio alla sua iconografia esotica per diventare una boutique experience in riva al mare.

Le giraffe di plastica non ballano più. O quasi. Ne sopravvive una sola, accanto alla sala ristorante, come reliquia totemica di un’epoca che fu. Il Twiga di Marina di Pietrasanta, simbolo indiscusso della movida versiliese dagli anni Duemila in poi, cambia identità. Lo fa con un colpo di scena che mescola design, moda e cucina stellata, mettendo da parte il glamour selvaggio in stile Briatore per abbracciare l’eleganza sobria – ma mai banale – della nuova luxury wave.

Un nuovo Twiga, firmato Dolce&Gabbana

Alla regia di questa trasformazione c’è una regia a quattro mani che sa di strategia e visione: quella tra Dolce&Gabbana e la società della famiglia Del Vecchio. Un’accoppiata già rodata a Portofino, ora pronta a rifondare l’identità del lido più celebre d’Italia. Il risultato? Un rebranding che non è solo un restyling estetico, ma un cambio completo di paradigma: il Twiga si fa silenzioso, sofisticato, couture.

Non si tratta di una semplice collaborazione. Secondo quanto riportato da Il Tirreno, l’accordo ha tutti i contorni di una joint venture, con tanto di pop up store firmato D&G in apertura proprio all’interno dello stabilimento balneare. Una boutique immersa nella sabbia che sancisce il matrimonio definitivo tra moda e mare. Il beachwear non è mai stato così haute couture.

Vesta: la nuova anima gourmet del Twiga

Ma l’evoluzione non è solo estetica. A cambiare è anche – e soprattutto – il palato. Il ristorante che un tempo offriva sushi flamboyant e champagne come acqua è stato completamente ridisegnato sotto l’insegna di Vesta, nuovo progetto gastronomico della galassia Del Vecchio.

Il cuore pulsante della cucina arriva direttamente dal Bagno Franco Mare di Fiumetto, acquisito nei mesi scorsi e trasformato in vivaio di talenti. La brigata, tutta trasferita al Twiga, porta con sé uno stile più essenziale, rigoroso, di rara raffinatezza. Qui si parla il linguaggio del prodotto, della stagionalità, del dettaglio. Ogni piatto è una dichiarazione d’intenti: addio eccessi, viva l’autenticità.

Il lusso non fa rumore

Non è più tempo di bottiglie stappate in pista e selfie con vip improvvisati. Il nuovo Twiga guarda altrove. Più vicino a Capri che a Ibiza, più Gstaad che Formentera. La parola d’ordine è understatement. Le luci si abbassano, le giraffe si ritirano, il suono si fa ovattato. Ma il messaggio resta chiaro: la Versilia è ancora il posto dove succedono le cose. Solo che ora lo fa in cashmere bianco e lino pregiato.

E mentre l’estate avanza, il Twiga si reinventa, rimanendo, ancora una volta, un passo avanti. Con o senza giraffe.

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