A Settecento anni dalla morte di Dante Alighieri la Divina Commedia rivive sul web con la mostra virtuale “A riveder le stelle”

Dal primo gennaio, in occasione del Settecentenario dalla morte di Dante Alighieri, la Divina Commedia “rivive” sul web con una mostra inedita. Infatti, sono per la prima volta visibili sul sito della Galleria degli Uffizi (www.uffizi.it ) tutti i disegni che illustrano il Poema nella mostra virtuale “A riveder le stelle”.

Realizzati alla fine del Cinquecento dal pittore Federico Zuccari, famoso per aver affrescato la Cupola di Santa Maria del Fiore, i disegni costituiscono la più importante raccolta di illustrazioni della Commedia.
Con un apparato didattico scritto dalla curatrice Donatella Fratini, le ottantotto illustrazioni sono state digitalizzate in alta definizione e organizzate in un percorso diviso in tre tappe, partendo dalla selva oscura in cui Dante smarrisce la “diritta via” fino ad arrivare alle alte sfere del Paradiso.

Nella prima tappa dedicata all’ Inferno troviamo ventotto disegni, realizzati alternando la pietra rossa e la pietra nera per creare violenti contrasti di luce e ombra che dominano il paesaggio infernale e coloro che lo abitano: i dannati.

Le illustrazioni riprendono la tradizione degli studi cosmografici e geografici iniziata da Filippo Brunelleschi sui luoghi danteschi, tuttavia l’attenzione di Zuccari non è rivolta ai luoghi, bensì al significato morale che si cela dietro agli episodi della Commedia. Infatti, nella prima illustrazione ambientata nella selva oscura è curioso che il pittore rappresenti Dante non come un uomo di trentacinque anni, ma come un giovane. La motivazione ci è data dal suo commento in cui ci spiega che il poeta “si smarrisce in una selva oscura a metà della sua vita” proprio come un adolescente si perde tra i piaceri mondani che spesso deviano le virtù degli uomini e lo sottolinea anche nel cartiglio in basso che recita: “Gioventù male incaminata”.

Proseguendo con la seconda tappa, le atmosfere si fanno più tenui e delicate grazie all’uso della penna e dell’inchiostro bruno, leggermente acquerellato per dare l’idea della luce del sole che illumina la montagna del Purgatorio. La grande quantità dei disegni che il pittore vi ha riservato (circa cinquanta), denota la grande importanza che veniva data all’interpretazione etico-pedagogica della Commedia, infatti i canti del Purgatorio erano i più letti nell’Accademia Fiorentina negli anni che Zuccari trascorse a Firenze.
Per i disegni del Paradiso che troviamo nell’ultima tappa, Zuccari torna ad usare la pietra rossa e la pietra nera, insieme alla penna e all’inchiostro bruno, per tentare di riprodurre l’incommensurabilità della contemplazione divina in undici tavole dalle dimensioni eccezionali. Infatti, l’illustrazione dedicata all’ Empireo è una tavola interamente occupata da una magnifica e complessa architettura simile ad una cupola per mettere in evidenza al centro la Trinità che Dante può finalmente contemplare alla fine del suo percorso.

Insomma, non si può non rimanere incantati da questa straordinaria raccolta di arte grafica, un materiale prezioso non solo per storici e ricercatori, ma anche per quegli appassionati che desiderano ripercorrere la strada del Sommo Poeta per seguire “virtute e canoscenza”.

Giulia Salome