I luoghi del cuore di Bari Vecchia nel videoclip “Qui con me” di Serena Brancale

Più che un videoclip, un piccolo film dell’anima. In “Qui con me”, il brano presentato al Festival e dedicato alla madre scomparsa nel 2020, Serena Brancale sceglie la sua città come scenografia emotiva e narrativa. Bari Vecchia non è un semplice sfondo: diventa memoria viva, radice identitaria, luogo simbolico in cui il passato incontra il presente e il dolore si trasforma in tenerezza.

 

Diretto da Giacomo Triglia e interpretato anche dalla piccola Gioia Mancaniello — che impersona Serena bambina — il video costruisce un racconto visivo delicato e universale, capace di parlare a chiunque abbia conosciuto la nostalgia, l’assenza e l’amore che continua oltre il tempo.

Il mare e il Molo San Nicola: il dialogo con l’assenza

Il videoclip si apre con Serena seduta su una sedia semplice, davanti al mare. L’immagine è essenziale, quasi sospesa. Quando la voce entra, siamo sul Molo San Nicola, nel punto in cui il porto vecchio incontra l’orizzonte. Qui il mare diventa una metafora emotiva: distanza e presenza convivono, la perdita si intreccia con la continuità, il silenzio diventa ascolto. Il vento muove i capelli, il tempo sembra rallentare: è l’inizio di un dialogo interiore.

I vicoli di Bari Vecchia: memoria quotidiana e identità

Serena attraversa i vicoli stretti del centro storico: archi in pietra, panni stesi, botteghe, piccoli locali, voci lontane. Non c’è artificio scenografico: la città è autentica, vissuta, popolare. Bari Vecchia diventa il luogo dove abitano le radici familiari e i ricordi dell’infanzia. Camminando, l’artista sembra attraversare non solo strade, ma strati di memoria, dove il dolore si mescola alla normalità della vita.

Largo Albicocca: l’incontro tra passato e presente

Nella suggestiva Largo Albicocca, conosciuta come la piazzetta degli innamorati, avviene l’incontro più simbolico del video: Serena adulta incontra la bambina che è stata. La piccola le chiede se si sia persa e dove sia la sua casa. È una domanda semplice ma profondissima, che racconta lo smarrimento di chi ha perso qualcuno e il bisogno di ritrovare un luogo interiore in cui sentirsi al sicuro. Le due camminano mano nella mano: passato e presente smettono di essere distanti.

Serena Brancale nel Salotto di Domanipress

Serena Brancale è stata ospite del Salotto di Domanipress: un incontro tra musica, identità e racconto del successo, tra TikTok, Spotify e la forza del dialetto come lingua emotiva.

Leggi: https://www.domanipress.it/video-intervista-serena-brancale-il-successo-arrivato-su-tiktok-e-spotify-e-stato-travolgente-il-dialetto-e-uno-strumento-per-raccontare-storie-vere/

 

Piazza Odegitria e la Cattedrale di San Sabino: il tempo della riconciliazione

Il percorso conduce verso Piazza Odegitria, dominata dalla maestosa Cattedrale di San Sabino, simbolo spirituale della città. Qui la narrazione si carica di significato: l’intimità personale incontra il sacro, la memoria si trasforma in accettazione, il dolore trova una forma di quiete. La luce chiara che avvolge la pietra della cattedrale suggerisce un’immagine di purificazione emotiva.

La scomparsa della bambina: la memoria che resta

Giunte a destinazione, la bambina scompare. Non c’è rottura, non c’è dramma. Resta Serena, sola, mentre una lacrima le attraversa il volto. È il momento più potente del video. Non è un addio, ma una trasformazione: la memoria non svanisce, diventa presenza interiore.

Bari come geografia emotiva

Il videoclip costruisce una vera mappa sentimentale in cui ogni luogo corrisponde a uno stato dell’anima. Il mare diventa il luogo del dialogo silenzioso con l’assenza; i vicoli custodiscono identità e radici; la piazzetta rappresenta l’incontro con sé stessi; la cattedrale suggerisce riconciliazione; il ritorno finale diventa un approdo emotivo. Bari non è solo la città natale dell’artista, ma una geografia affettiva in cui memoria e appartenenza si intrecciano.

Una lettera universale sull’amore che resta

Con “Qui con me”, Serena Brancale abbandona i ritmi più energici per rivelare una dimensione artistica intima e profonda. Il brano si trasforma in una lettera d’amore che attraversa il tempo, un dialogo tra madre e figlia che continua oltre l’assenza. Il riconoscimento del Premio Lunezia conferma la forza emotiva e letteraria del testo, capace di trasformare un’esperienza personale in racconto collettivo.

Dal cuore di Bari al mondo

Dopo il Festival, l’artista porterà questa dimensione spirituale nel suo “Sacro Tour”, che partirà da Londra il 30 aprile, farà tappa in Puglia il 31 luglio al Luce Festival di Ostuni e si concluderà il 3 ottobre al Teatro Team di Bari. Un viaggio che continua, ma che torna sempre al punto di partenza: casa.

“Qui con me” non è solo un videoclip.
È un ritorno alle origini, un abbraccio che attraversa il tempo, un viaggio dentro ciò che resta quando tutto sembra mancare.

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