Per capire davvero cosa sta succedendo in casa Zegna, bisogna abbandonare l’idea del semplice cambio ai vertici. Qui non c’è un passaggio di consegne di routine: c’è una maison che decide di ridisegnare il proprio DNA pur restando fedele alle sue radici. Un marchio che, dopo oltre un secolo di storia, sceglie di riallineare la bussola per stare al passo con un mercato in cui l’eredità non basta più: serve una visione collettiva, fluida, capace di mescolare generazioni e competenze.
È in questo scenario che la nuova leadership del Gruppo Ermenegildo Zegna prende forma, aprendo una fase che ha il sapore di una piccola rivoluzione silenziosa. Non urlata, non ostentata, ma costruita con quella precisione chirurgica che solo chi conosce davvero il lusso può permettersi.
Dal 1° gennaio 2026, il Gruppo Ermenegildo Zegna inaugura una struttura di leadership completamente ripensata. In cima, come perno e custode dell’identità del brand, Gildo Zegna, che assume il ruolo di Presidente Esecutivo: una posizione che profuma di tradizione ma guarda dritto al domani. Rimarranno nelle sue mani la Divisione Tessile, le aree Legal, Sustainability, Corporate Communication e le Investor Relations: tutto ciò che garantisce continuità, visione e radici.
Accanto a lui, la figura che più rappresenta il cambiamento: Gianluca Tagliabue, attuale CFO e COO, che diventa CEO del Gruppo dopo un lungo percorso interno e un processo di successione che la casa definisce “meticoloso”. Tagliabue avrà il compito più complesso: tenere insieme la musica dei tre brand — Zegna, Thom Browne e Tom Ford Fashion — affinando strategia, performance e integrazione globale. Una sfida che richiede controllo, immaginazione, e la lucidità di capire dove sta andando l’industria.
Ma il cuore emotivo di questa rivoluzione è altrove. Ed è nelle parole — calibrate, quasi paterne — con cui Gildo annuncia l’ingresso «ufficiale e necessario» della nuova generazione:
«Preparare il futuro e dare forza alla prossima generazione è la responsabilità più grande per chi guida un’azienda», dichiara.
Gli eredi, Edoardo e Angelo Zegna, diventano Co-CEO del brand Zegna: un titolo condiviso che racconta più di quanto sembri. Non solo successione, ma complementarità.
Edoardo — oggi a capo di Marketing, Digital e Sustainability — sarà il guardiano dell’immagine, della comunicazione, e del dialogo creativo con Alessandro Sartori, direttore artistico della maison. Angelo — responsabile per l’area EMEA e regista della client strategy globale — guiderà prodotto, merchandising e sviluppo commerciale. Due anime, una visione.
Una dualità voluta, moderna, tecnologica, emotiva. Il modo più contemporaneo per tenere insieme ciò che Zegna è sempre stata: eredità artigianale e ambizione internazionale, cura maniacale dei dettagli e capacità di immaginare un uomo nuovo, in un mondo che cambia troppo in fretta per il lusso immobile del passato.
Oggi, la maison nata a Trivero più di un secolo fa sembra voler dire una cosa chiara: la tradizione non è una gabbia dorata, è un trampolino. E la nuova squadra ha tutte le carte per usarlo come slancio verso un futuro che profuma di equilibrio, continuità e innovazione.
Un futuro che, per la prima volta, ha due volti giovani, complementari, già pronti a diventare simboli — e responsabilità — del nuovo lusso italiano.




