Teatro: Recensione “HARD CANDY” DI CORRADO D’ELIA AL TEATRO LIBERO DI MILANO

“La vuoi una caramella?” chiede Jeff, fotografo dal passato contrastante a Hailey, ragazzina apparentemente ingenua e sprovveduta, durante il loro primo incontro dal vivo. “Non si accettano caramella dagli sconosciuti…” risponde lei, rievocando un luogo comune che oggi, in realtà, andrebbe più che mai seguito.

Sì, perchè in un’epoca come la nostra, nella quale viviamo frastornati e assuefatti da mezzi di comunicazione di massa che ci obbligano non solo ad avere un’opinione ma a esternarla e sputarla sui più gettonati social network, il consiglio di non accettare caramelle è più efficace dei classici proverbi della nonna.
Dopo una mezz’ora di corteggiamenti imbarazzanti e frasi di circostanza, l’intento di Hailey viene a galla: lei non è una sprovveduta e vuole vendicarsi della perversione (vera o presunta) di Jeff. Ma la verità dov’è?
Lo stesso Corrado d’Elia, regista dello spettacolo, alla serata di inaugurazione al Teatro Libero ha voluto ribadire un concetto fondamentale per il riadattamento del film del 2005 di David Slade, sceneggiato da Brian Nelson : l’ambiguità, la polivalenza della verità.
In questo caso particolare non sappiamo mai chi è davvero il colpevole e la vittima, chi è davvero cosa, e rapportando questa idea alla contemporaneità ecco che lo spettacolo raggiunge il pieno significato di sè.

Interpretato dai bravissimi Alessandro Castellucci e Desiree Giorgetti, e in programmazione fino al 15 dicembre, lo spettacolo ha conquistato (e anche sconvolto) il pubblico del Teatro Libero di Milano sin dalla sua prima rappresentazione nel 2010. Oggi, e probabilmente in futuro, risulterà più attuale e sconvolgente che mai, ed è questo un motivo lampante per non lasciarselo scappare.

Federico Riccardo