Recensione – Victor: La storia segreta del Dottor Frankestein

Tutti conosciamo la storia del mostro di Frankestein grazie al romanzo di Mary Shelley pubblicato nel 1818, ma non quella del suo inventore Victor. Il regista Paul McGuigan lo sa bene e per questo, decide di vedere la storia dal punto di vista del creatore. Come il titolo ci spiega, infatti, parla della vita dello scienziato Victor (James McAvoy) e di Igor (Daniel Radcliffe) il suo fidato assistente.

Victor, come sappiamo, era un genio incompreso, lui vedeva oltre gli schemi tradizionali. Per questo si scontrerà più volte col poliziotto di Scotland Yard (Andrew Scott) che impersonifica la tradizione e le credenze cristiane quindi per lui solo Dio può dare la vita.

Victor verrà minacciato di essere espulso dalla scuola di medicina, per i suoi esperimenti al limite, ma lui non demorderà. La sua ossessione è più forte di qualsiasi altra cosa, vuole solo essere ricordato come colui che ha sconfitto la morte.

Il suo obbiettivo è quello di salvare l’umanità, ma l’unica cosa che ottiene è creare un mostro. Analogamente, Igor è la sua creazione più riuscita, anche se ha subito il processo inverso, da mostro ad essere umano civilizzato.

La storia sembra comunque molto più incentrata su Igor che su Victor nonostante sia solo il suo assistente che è però è decisivo per la riuscita del suo progetto.

Il loro incontro è stato casuale. Tutto inizia al circo della città dove Victor si aggira alla ricerca di parti di animali da usare per il suo esperimento di ritorno alla vita. Qui incontra Igor un giovane pagliaccio ingobbito e trattato come un animale con la passione per la medicina oltre a quella per la bella trapezista (Jessica Brown Findlay).

Una coincidenza a dir poco fortunata quella tra i due. Scoprendo la vasta conoscenza di Igor dell’anatomia umana lo coinvolge nei suoi esperimenti e grazie a lui comprende i suoi errori riuscendo così a dar vita a una creatura vivente nata dall’insieme di parti del corpo di animali diversi.

Questo sarà il primo passo per la creazione di un essere umano, ma non sarà esattamente come se lo aspettano.

Lo stampo del regista Paul McGuigan è inconfondibile e lo si capisce già dalle scene iniziali, infatti si può notare una somiglianza con la serie tv Sherlock. Inoltre, Andrew Scott che in Victor interpreta il ruolo del poliziotto faceva parte del cast di Sherlock, conosciuto come il professor Moriarty.

McGuigan non si è fatto mancare niente dato che in Victor abbiamo scienza, ragionamenti intriganti, pazzia e ovviamente una storia d’amore a cui però non è stata data molta importanza.

Pur essendo un film fantascientifico cerca di mantenere un approccio realistico, peccato però che cada nel ridicolo quando Victor “rimette a nuovo” Igor sbattendolo contro una parete per sistemargli la schiena, cosa al quanto impossibile.

Tutto sommato è un buon film, ma non lascia il segno, l’inizio è lento, manca d’azione e la storia d’amore tra Igor e la trapezista sembra un po’ abbozzata.

Laura Giunchi

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