Recensione: THE VATICAN TAPES – primo debutto in solo di Mark Neveldine

The Vatican Tapes letteralmente i Video Vaticani, viene presentato come un documentario rivelazione sui misteriosi casi d’esorcismo raccolti e tenuti nascosti dal Vaticano. Mescola verità e la fantascienza, accennando alle parole di Papa Francesco e alla reliquia rubata di Wojtyla.

Finito il prologo, il film continua mostrando un video in particolare, girato in ospedale dove si vede l’interrogatorio di una ragazza piuttosto inquietante che sembra avere uno sguardo di sfida rivolto alla telecamera. Questo video viene analizzato dai preti del Vaticano, che decidono di andare più a fondo alla questione perché presumono sia arrivata l’ora della venuta dell’Anticristo.

Questa ragazza si chiama Angela Holmes e la vediamo il giorno del suo compleanno circondata dai suoi amici, suo padre Holmes e il suo ragazzo Pete. Improvvisamente, mentre sta tagliando la torta un corvo la spaventa e si taglia quindi va al pronto soccorso dove viene curata. Quando si pensa che sia tutto finito, Angela la sera stessa si stende sul divano e cade in un sonno profondo da cui è impossibile svegliarla, ma dopo poco si sveglia di soprassalto, spaventata. Dopo un ritorno in ospedale senza risultati, tornando a casa in taxi in preda ad un raptus di follia prende in mano il volante e va fuori strada. Così ritorna per l’ennesima volta in ospedale, ma stavolta finisce in coma. La famiglia conoscerà qui il padre Lozano che dopo 40 giorni di coma suggerisce alla famiglia di staccare la spina, ma proprio in quel momento si sveglia. Angela non sarà più la stessa e sarà l’inizio della battaglia con l’Anticristo dove il male trionferà?

The Vatican Tapes non ha riscosso molto successo dall’uscita probabilmente perché ormai ci si aspetta sia il solito film sugli esorcismi banale e non propriamente horror. C’è da dire che è interpretato abbastanza bene da Olivia Taylor Dudley la protagonista, con un ruolo quasi marginale di Dougray Scott (Roger Holmes) e John Patrick Amedori (Pete Smith). Possiamo notare inoltre, che nel film l’Anticristo è incarnato in una ragazza vicina ai 30 anni e non una bambina oppure una neonata che già alla nascita ha poteri demoniaci come accade spesso nei film incentrati sulla venuta dell’Anticristo.

C’è da dire che a volte è un po’ sconnesso come se alcune scene siano state tagliate, insomma non molto coerente se si guarda con attenzione dall’inizio alla fine. Un esempio è la figura del corvo che dapprima ha un ruolo importante nella storia, ma andando avanti nel film non è più così anzi scompare; o quando Angela muore per ben due volte, ma solo l’ultima volta sembra aver cambiato qualcosa.

Inoltre, l’inizio con il via vai fuori e dentro l’ospedale è un po’ lento e monotono e i salti temporali sono troppo ampi e quasi messi a casaccio. “Errori” che non si addicono al regista Mark Neveldine, fanatico del dinamismo che ha girato film come il seguito di Ghost Rider e

Crank, probabilmente il film ha risentito della mancanza di Brian Taylor che ha collaborato con Neveldine in tutti i suoi film.

Laura Giunchi