Recensione: “The nice guys” un film dal alto tasso testosteronico

Atteggiamento da duri. Un virile senso dell’humour. Quando c’è da menar le mani non se lo fanno certo ripetere due volte.. “Che due gran figli di puttana!” Perché, sì, sono sempre in due gli indiscussi protagonisti del Buddy movie, quel sottogenere cinematografico incentrato sulla nascita di un’improbabile amicizia fra due individui dalle personalità agli antipodi, il tutto solitamente condito da un caso di omicidio ancora irrisolto, tanta azione, esplosioni come se piovessero, sparatorie dall’alto tasso testosteronico, inseguimenti e situazioni esilaranti.

Ovviamente “The Nice Guys” di Shane Black non è l’eccezione che conferma la regola, bensì la regola portata al suo apice per quanto riguarda la filmografia di Black. Noto per aver sceneggiato due dei Buddy movie per eccellenza, ovvero i primi due “Arma letale”, oltre a “L’ultimo boy scout”, e per aver diretto, e sceneggiato “Iron Man 3” (sia chiaro… un cinecomic dagli immensi difetti, ma che indubbiamente aggregava in sé numerosi “Buddy elementi”), Shane Black con “The Nice Guys” riprende in mano una materia a lui tanto cara per realizzare non solo il suo miglior Buddy movie, quanto piuttosto uno dei migliori film della sua carriera.

Per carità! La storia è sempre un po’ la stessa se pensiamo ai Buddy movie di Shane Black: un tizio o dei tizi accoppano un altro tizio, e due soggetti (e che soggetti!) Che inizialmente si stanno letteralmente sulle… avete capito, noh?! Saranno costretti a fare coppia fissa, alla fine riuscendosi persino a sopportare, per risolvere un losco rebus lastricato di morti ammazzati. Malgrado ciò, “The Nice Guy” dispone di una trama davvero molto coinvolgente, di un ricco puzzle di eventi da ricomporre secondo la figura della scatola, entrambi immersi entro una costante aria di goliardia.. e.. sì! Di una buona dose di schiaffi.

In “The Nice Guys” ci troviamo nel 1977, però si sente l’impronta action di Black tipicamente anni ’80 -’90, quindi scanzonata, con quel fare da macho, che non si prende troppo sul serio ed a volte inverosimile, però rinnovata in uno script (co-sceneggiato dallo stesso regista) più attuale nei dialoghi, nell’ilarità, nello scioglimento delle trame ed anche più frizzante rispetto ai suoi antenati. Un’”Arma letale 2.0” in pratica.

Un Russell Crowe (nel ruolo del detective Jackson Healy) “con le maniere di un chiropratico alle prime armi” e “quella gran faccia da schiaffi” di Ryan Gosling (nella parte dell’investigatore privato Holland March) pronto a scolarsi qualsiasi cosa (basta che sia alcolica, che stordisca perlomeno tutti e cinque i sensi, e ancora meglio se gratuita) formano un’irresistibile accoppiata disfunzionalmente/funzionalmente spassosa, accompagnata nel corso delle sue indagini dall’irrequieta figlia di Holland interpretata dalla bravissima, simpaticissima, nonché giovanissima Angourie Rice (nei Buddy movie di Black ricorrono molto spesso gli adolescenti o i bambini con una turbolenta personalità) e da taluni vivacizzanti disco successi dei ruggenti anni ’70.

Insomma, come esclamerebbero probabilmente certi personaggi dei Buddy movie di Shane Black:.. fanculo! “The Nice Guys” è fottutamente divertente!.. Dovete assolutamente andarlo a vedere cazzo!

… Ah, già! Nel finale si fiuta inequivocabilmente puzza di sequel.

Gabriele Manca