Recensione: “The fundamentals of caring – Altruisti si diventa” il nuovo film prodotto da Netflix

Fundamentals Of Caring

“Fornire assistenza non è solo nutrire,vestire e pulire una persona.Ma soprattutto capire come gestire una relazione tra chi presta la propria opera di supporto e chi ne ha bisogno”.

E’ così che si apre la storia di Altruisti si diventa(titolo originale:The fundamentals of caring),film prodotto dalla Levantine Films in collaborazione con Netflix. Una storia particolare che,in un’epoca e in una società quanto più votata,per la propria sopravvivenza,all’individualismo,all’interno di questa pellicola viene avvicinata ad una tematica scomoda,quella dell’assistenza.

Altruisti si diventa racconta la storia di un ex scrittore che,dopo la pubblicazione di due romanzi,in seguito ad un dramma familiare,abbandona il suo passato per rincorrere una nuova professione:quella dell’assistente ai disabili,per l’appunto.E’ grazie a quest’ultima che conosce Trevor,un ragazzo con una malattia rarissima (la distrofia muscolare di Duchenne) del quale dovrà prendersi cura.

Bene,leggendo tutto ciò,sarà già arrivata la depressione a qualsiasi lettore ma purtroppo,nonostante le aspettative della trama,Altruisti si diventa non è nulla di noioso,di penoso e di strappalacrime come si potrebbe pensare.

La pellicola è una commedia che nasce dal dramma e si trasforma in un inno alla vita e che paradossalmente ci mostra come spesso ad una malattia del corpo(come quella di Trevor)non corrisponda la voglia di lasciarsi andare ma il desiderio di lottare e di continuare ad essere curiosi del mondo e della vita.Trevor, infatti,è un ragazzo con un innato senso dell’umorismo:quando incontra per la prima volta Ben,fa finta di strozzarsi e nel corso di tutto il film continuerà questa sua burla verso l’assistente.Trevor è curioso e desidera fare le cose più strane del mondo come andare a vedere la fossa più profonda della Terra ed è un ragazzo semplice a cui se gli si chiede:”Se avessi le gambe,quale sarebbe la prima cosa che faresti?”risponde “La pipì in piedi”.

Il centro del film è rappresentato dal viaggio che Ben propone a Trevor per fargli realizzare proprio il suo sogno di andare a vedere questa buca profondissima.Il viaggio sarà la metafora per la crescita e la maturazione sia del ragazzo che, inaspettatamente,di Ben.Durante il tragitto due i personaggi incontrati che saliranno sul loro furgone:Peekes,una donna incinta al suo ultimo mese e Dot(Selena Gomez),una ragazzina scappata di casa desiderosa di cambiar vita che conquisterà Trevor.

Dopo varie peripezie ed incontri(il più importante quello con il padre del ragazzo),il racconto si chiuderà con la nascita della figlia di Peekes grazie all’aiuto di un inesperto e sconvolto Ben che riuscirà a superare il suo dramma interiore,la sua malattia,grazie proprio a chi per una malattia in futuro morirà ma ne ride facendo la pipì all’impiedi sulla fossa più grande mai creata.

Ester Genovese