Recensione: “Sausage party” il film che racconta la vita segreta di una salsiccia

Uscito nelle sale cinematografiche italiane esattamente il 20 ottobre,Sausage Party, tradotto in italiano con l’orribile “Vita segreta di una salsiccia”(infatti la traduzione più corretta sarebbe Sagra della salsiccia), è uno dei film di animazione più folli mai prodotti degli ultimi 5 anni(nessuno infatti può dimenticare SouthPark). Dedicato a un pubblico di bimbi un po’ cresciuti che amano lo splatter e il completo distacco dalla realtà, Sausage Party, diretto dallo sceneggiatore di Shrek e prodotto dalla Sony Pictures Animation, viola ogni regola del buon senso.

Ma veniamo alla trama…

I personaggi fondamentali di questa storia sono degli alimenti che via,innamorati l’uno dell’altra che rivirivono all’interno del supermercato Shopwell’s.Tra di loro spiccano un wurstel, Frank(la famosa salsiccia del titolo che allude in modo poco velato ad un organo maschile) e un panino, Brenda. Frank non vede l’ora di riempire e Brenda di essere riempita da Frank. Una storia d’amore estremamente romantica che sarà il punto di partenza della trattazione.

Per poter stare insieme e arrivare al momento clou,quello del loro incontro o meglio del loro “riempimento” vicendevole, i due pregano degli dei, i clienti del supermercato, al fine di acquistarli insieme per portarli nel grande oltre,questo paradiso degli alimenti che credano esista apposta per loro appena usciti dal punto vendita.Saranno purtroppo costretti a ricredersi quando un giorno, un barattolo di salsa verrà riportato nel negozio per essere sostituito,raccontando loro la verità.

Finale abbastanza disgustoso,soprattutto per chi non è di stomaco forte,mi sento di promuovere questo film ma non al 100%.

Ciò che colpisce maggiormente è la critica sociale e la personalizzazione di tutti gli alimenti che rappresentano una nazione con relativi problemi. Un caso esemplare è quello della piadina di origine araba, Karim e il bagel ebraico che rappresentano il popolo palestinese ed israeliano in perenne lotta fra di loro o ancora, il riferimento sull’utilizzo dei tunnel da parte dei messicani o semplicemente la presa in giro della cultura cattolica con il credo stesso del cibo animato che, nonostante la totale mancanza di prove, ritiene inviolabile.

Ciò che non mi è piaciuto è il fatto che la follia è portata talmente tanto all’eccesso che basta pensare un attimo razionalmente per ricordarsi di trovarsi di fronte ad un’opera inventata.

Infatti, se non possiamo mangiare più nulla,come facciamo a sopravvivere? Non c’è possibilità all’interno di questa pellicola. E’ fatta appositamente per divertire ma al limite dell’osceno e del paradossale.

Insomma è un prodotto interessante per certi punti di vista. Ruba moltissimi sorrisi.Consigliatissimo se volete divertirvi con un gruppo di amici…ma attenti al post visione…non mangerete più se non in compagnia.

Ester Genovese

REVIEW OVERVIEW
Recensione: "Sausage party" - Vita di segreta di una salsiccia
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