Recensione: “Money Monster – L’altra faccia del denaro”

Tanta rabbia… Solamente tanta, tanta rabbia. L’idea che l’alta finanza giochi con i soldi dell’umile ed ignaro investitore come ad una partita di poker fra compagni di vecchie sbronze ci lascia impotenti, e con l’amaro in bocca. Non che sia una novità, più o meno siamo tutti al corrente del contorto giro d’affari che si fa beffe del povero risparmiatore, ma quando questo dolce avariato ci viene spiattellato in piena faccia, con la panna dell’avidità che ci pende da tutto il volto, non ci fa di certo meno male.

“Money Monster – L’altra faccia del denaro” ci pone, in pratica, una semplice domanda: da chi dobbiamo guardarci realmente le spalle? Da quello che stringe nervosamente una pistola fra le proprie mani perché ha avuto una giornata storta ed ha deciso di dire basta? Oppure dagli speculatori delle nostre vite con in pugno la loro preziosa ventiquattrore? Alla fin fine, chi sono veramente i cattivi?

Con “Money Monster”, dopo l’intimista “Mr. Beaver” del 2011, il premio Oscar Jodie Foster ritorna alla regia per il grande schermo, ma stavolta la sua schietta visione delle cose si mostra spenta ed appannata. La pellicola in questione, accolta positivamente alla kermesse del Festival di Cannes di quest’anno, si vorrebbe collocare fra thriller e dramma, tuttavia vi riesce soltanto in parte. Effettivamente, è vero che assistiamo ad una delicata vicenda in tempo reale, però è anche vero che la tensione narrativa, nonché la gravità della situazione vengono troppo spesso spezzate sul nascere da inappropriate digressioni umoristiche che disorientano lo spettatore e ne affievoliscono la partecipazione emotiva. Forse sia la Foster che gli sceneggiatori, con quest’ultimo aspetto, volevano semplicemente sottolineare le peculiarità filtranti del mezzo televisivo e la comune indifferenza. Comunque, ciò non toglie che la tragicità della situazione ne venga piuttosto smorzata.

George Clooney, nelle vesti del conduttore di “Money Monster” Lee Gates, buca lo schermo come sempre, ma di frequente gigioneggia un po’ troppo sul ruolo assegnatogli; mentre Julia Roberts, nonostante assolva sufficientemente al proprio compito di interprete del personaggio di Patty Fenn, non lascia appieno il segno. Tutt’altra che mediocre (anzi, tanto violenta quanto patetica), invece, si dimostra l’interpretazione del giovane attore inglese Jack O’Connell (conosciuto soprattutto per la sua partecipazione a svariate stagioni del teen serial televisivo britannico “Skins”) nella parte dell’avventato Kyle Budwell.

Tutto sommato, “Money Monster – L’altra faccia del denaro” ha un ritmo vorticoso (dopotutto siamo o non siamo in diretta?) E tratta una tematica non poco controversa. Malgrado ciò, la vena comica che si alterna al dramma in tutta la pellicola e le prove sottotono di due cavalli di razza quali Clooney, e la Roberts in molti casi ne appiattiscono la morale di fondo.

Gabriele Manca