Recensione: “Moglie e marito” una commedia d’eccezione dimostra che la cinematografia italiana è viva e vegeta

Solo per citarne alcuni, visto che a menzionarli tutti occuperebbero praticamente tutta la recensione: in “Freaky FridayQuel pazzo venerdì” con il turbolento duo Lindsay Lohan e Jamie Lee Curtis sono stati sufficienti dei biscotti della fortuna. In “Hot Chick – Una bionda esplosiva” con protagonisti lo scanzonato Rob Shneider e la bella Rachel McAdams un paio di orecchini incantati. Mentre in “Cambio vita” ai personaggi impersonati dall’irriverente accoppiata Ryan Reynolds e Jason Beatman è bastato orinare assieme in un’elegante fontana, e voilà, ecco che le anime di madre e figlia, di due sconosciuti oppure di due amici di vecchia data si ritrovano improvvisamente l’una nel corpo dell’altro. In “Moglie e marito”, diretto dall’esordiente Simone Godano, invece, sono per l’appunto una moglie ed un marito bloccati in una burrascosa crisi matrimoniale le vittime designate di un reciproco scambio di coscienze in seguito ad un difettoso esperimento scientifico.

Partendo da un plot tipicamente americano Godano e la sceneggiatrice Giulia Steigerwalt (“Come tu mi vuoi”) si inoltrano in un sottogenere della commedia, ovvero quello della trasmigrazione delle personalità, decisamente inusuale per il cinema italiano – fatta eccezione per “Da grande” con Renato Pozzetto, anche se in questo caso vediamo l’Io del protagonista rimanere nello stesso corpo che passa repentinamente da una fisicità infantile ad una più adulta –. Il risultato finale è una buona amalgama della commedia nostrana con quella d’oltreoceano.
Difatti, in “Moglie e marito” indubbiamente il gioco delle parti invertite funziona molto bene. Una volta azionato, l’ingranaggio raccontativo-situazionale fabbricato e ben oleato dal team Godano-Steigerwalt inizia a girare senza tanti problemi fra assurde circostanze, momenti indiscutibilmente ironici e divertenti, ed altri più riflessivi, e di critica sulla società odierna entro una storia dove, com’è solitamente di rito in questi film, coloro che si ritrovano intrappolati di punto in bianco in questa esilarante spirituale disavventura avranno l’occasione di comprendersi a vicenda e di risolvere finalmente le loro divergenze.
Come detto pocanzi, la pellicola riprende, sì, un diagramma narrativo già sfruttato in precedenza, tuttavia “Moglie e marito” riesce ad apportare alla storia anche taluni frangenti di originalità, compreso un insospettabile finale a sorpresa, che un po’ spezzano la ripetitività del racconto rispetto ai film dello stesso genere che in passato l’hanno preceduto.
Nell’opera prima di Godano vi si allude velatamente pure a “Mr. & Mrs. Smith” con Brad Pitt ed Angelina Jolie, ed alla competitività insita nel celebre medical drama “Grey’s Anatomy”. Inoltre, le interpretazioni di Pierfrancesco Favino nei panni dell’indaffaratissimo medico chirurgo Andrea (il marito) e di Kasia Smutniak in quelli della tenace conduttrice televisiva Sofia (la moglie) sono talmente irresistibili che non ci fanno affatto rimpiangere le pellicole made in USA di questo tipo.
Moglie e marito” sarà di gradimento per i frequentatori del cinema italico, ma anche chi dichiara che la cinematografia italiana è praticamente morta e sepolta non potrà non apprezzarlo, malgrado isolatamente si assista ad un leggero rallentamento e di conseguenza ad un lieve appesantimento del ritmo delle vicende che si consumano sulla scena. PIÙ CHE CONSIGLIATO, SU QUESTO NON CI PIOVE.

Gabriele Manca