Recensione: “Le cose che non ho” il nuovo album di Marco Mengoni

Tra tutti gli artisti nati dai talent show Marco Mengoni è uno di quelli che ha segnato la musica italiana imponendo uno stile unico ed originale. Gli album del cantante di Ronciglione sono testimonianza di questa unicità a partire dal primo vero album “Solo 2.0” a “Pronto a correre” passando per “Parole in circolo”, Marco sembra essere stato sempre alla ricerca di un sound nuovo senza mai cadere nel clichè piuttosto comodo di essere uguale a se stesso come accade spesso a tanti suoi colleghi anche con tanti anni di carriera alle spalle. L’ultimo lavoro intitolato “Le cose che non ho” non sembra fare eccezione e rappresenta una nuova tappa carica di tematiche e di suoni inediti.

Il titolo “Le cose che non ho” è manifesto dei contenuti dell’album, il filo rosso sembra essere l’absentia e la continua ricerca di ciò che manca.

Il disco parte con il brano “Ricorderai l’amore” dove la fine di una storia d’amore diviene spunto per rialzarsi in piedi. La batteria incalzante dona al brano un mood internazionale e grintoso. Si passa poi al singolo Ti ho voluto bene veramente” già singolo che ha anticipato quest’ultimo lavoro. Qui si sente la firma di Fortunato Zampaglione, autore di “Guerriero” e autore anche di altri artisti come Jovanotti, Francesco Renga e Francesca Michielin e recentemente Giusy Ferreri . Il suono epicamente elettronico tipico dell’autore sembra farci volare con le sue note e non c’è da stupirsi che il brano sia entrato prepotentemente nelle airplay, il videoclip girato da  Niccolò Celaia e  Antonio Usbergo rendono bene il senso di solitudine insito nel testo del brano.  Si apre con un pianoforte dal sapore tipicamente pop la terza traccia intitolata “Ad occhi chiusi“. L’incedere del brano sembra ricordare “Halo” di Beyoncè , il testo parla di un amore a distanza il testo sembra essere semplice e d’impatto “Fra miliardi di persone ad occhi chiusi hai scelto me”.

Atmosfere invece più cupe sono presenti della traccia successiva “Resti indifferente” dove Marco canta un disincanto d’amore “Cadono le scuse e muore il mio pensiero su te”. La voce di Marco “gioca” su questo brano molto di più che nelle tracce precedenti con un  backing vocals ritmato e caratterizzante.

Un ruolo centrale ed importante nella traklist è dato dal brano “Parole in circolo” titolo per altro del precedente album.  Il brano è una ballata avvolgente che parla di sincerità, un brano sicuramente che merita molti ascolti per  essere compreso apprezzato.  “La nostra estate” è invece la canzone più allegra e spensierata dell’album, probabile candidata a tormentone esitivo. Due altre perle da segnalare di questo nuovo lavoro sono i brani “Solo due satelliti” e “Rock bottom” . Il primo è firmato da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, dopo Laura Pausini e Malika Ayane anche Marco ha deciso di affidarsi alla scrittura del leader della band salentina. Il brano sembra quasi essere il proseguo naturale di “Niente” di Malika e di “Sono solo nuvole” di Laura Pausini. Tutti e tre i brani non sono immediati ed hanno bisogno di più ascolti per essere compresi appieno e in quest’era di “Chewingum song” non è di certo un male. Il brano sembra essere “la prova” che anche un cantante prevalente pop come Marco può permettersi di poter cantare brani cantautorali; la prova sembra essere superata… Altro diamante è invece “Rock bottom” unico brano in inglese che vanta la firma di Sia autrice del brano “Chandelier” e di “Diamond” di Rihanna. Il rischio che Marco emulasse il gridato di “Sia” è scongiurato con una buona interpretazione è tuttavia difficile che il brano trovi una sua collocazione sul mercato estero,soprattutto americano, ma rimane una prova d’internazionalizzazione sicuramente audace. Chiudono l’album il brano “Le cose che non ho”  che dà il titolo all’album  “Dove siamo” e “Nemmeno un grammo” che trattano i temi che fanno da filo conduttore ; della rinascita alla ricerca di ciò che manca veicolando messaggi positivi.

Piccola nota anche per la grafica di copertina come sempre molto curata, il trend di stagione sembra essere quella della cornice bianca ed essenziale presente anche sul nuovo album di Laura Pausini…nuova moda o casualità?

“Le cose che non ho” è un album completo ricco di nuovi spunti musicali frutto di un’evoluzione artistica e personale. Gli autori di prestigio e molto gettonati come Ermal Meta, Fortunato Zampaglione e Michele Canova passando per le “punte di diamante” come Giuliano SangiorgiSia  regalano a Marco Mengoni delle importanti carte da giocare ed il suo talento conduce la partita in maniera egregia ma anche sincera, donandoci un album ricco di hits che ci accompagneranno nei prossimi mesi e che difficilmente dimenticheremo.

Simone Intermite

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