Recensione: “Indivisibili” quando la separazione è sinonimo di libertà

Cosa penseresti della vita se dovessi per forza,anche quando non vuoi,condividerla con qualcun altro?

Presentato alla 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e al Toronto Film Festival,Indivisibili di Edoardo De Angelis fa ben sperare in un ritorno del cinema italiano impegnato e non più improntato al modello del film d’intrattenimento di bassa qualità e basso spessore proposto negli ultimi anni nelle sale dagli orrendi “Natali a”,”Capodanno a” alla Christian De Sica e Massimo Boldi.

Edoardo De Angelis resta in Italia e ci presenta una pellicola drammatica,graffiante che colpisce lo spettatore lasciandolo inerme sulla poltrona ad interrogarsi sul senso della vita e su come questa debba essere vissuta.

Indivisibili racconta la storia di due gemelle siamesi,Daisy e Viola,che cantano e si esibiscono nella loro Castel Volturno(provincia di Caserta).

Le ragazze rappresentano una sottospecie di versione trash neomelodica ormai tipica del napoletano che usa ragazzini e ragazzine (vedasi il caso del Piccolo Lucio) con problemi fisici o psicologici per monetizzarci.Il De Angelis ci regala un ritratto perfetto di questa fetta dello showbusiness che si cela dietro questa realtà mostrandoci come il desiderio di guadagnare renda l’uomo ceco e incapace di provare empatia per un suo simile.

Le due sorelle infatti sono delle vittime.Ormai intrappolate in questa macchina del denaro,scoprono,grazie ad un medico, di potersi separare.Questa separazione sarebbe la loro rinascita,la possibilità finalmente di poter vivere davvero,di poter scoprire il primo amore,di viaggiare,libere e provare la bellezza dell’indipendenza.Però tutto ciò non è realizzabile se non ad un prezzo elevatissimo.L’operazione chirurgica costa 20000 euro,20000 euro che non possiedono:Il padre ha infatti rubato i loro guadagni e li ha persi nel gioco;il prete a cui si rivolgono è corrotto e,d’accordo con il padre delle ragazze,non vuole dividerle perché conscio del denaro che la loro famiglia andrebbe a perdere.

Un ricatto morale,quello della sopravvivenza della famiglia,caratterizza tutta la trattazione uccidendo la libertà e la vita delle due protagoniste che ,desiderose di un riscatto,lotteranno fino quasi alla morte pur di veder riconosciuto il loro volere e posto nel mondo.

Critica sociale avvincente,colonna sonora impeccabile,cast stellare. Indivisibili è uno di quei piccoli capolavori che non meritano davvero di esser persi. Sconsigliato per chi vuole una visione allegra e disimpegnata ma perfetto,per chi,invece,cerca qualcosa di più della classica commediola romantica.

 Ester Genovese