Recensione: “Hacksaw Ridge” il nuovo film di Mel Gibson una storia di guerra oltre i clichè

La guerra? Argomento difficile da trattare e da interpretare soprattutto quando si parla di come un popolo affronti un evento così umanamente ingiusto e piaga per il Mondo. Guerre di religione, guerre di potere, guerre di interessi. Tutte accomunate dalla parola odio, sangue, morte e insensatezza.

Non esistono guerre giuste e guerre sbagliate. Il tema della guerra è presente nel film “Hacksaw Ridge” di Mel Gibson, fuori concorso al festival di Venezia. In sala stampa afferma che non sia una film che voglia parlare di guerra, ribadendo la sua posizione contro ogni forma di conflitto e dicendo che il film in qualche modo sia una protesta contro qualsiasi forma di guerra Americana. Per il regista il film non vuole essere un esempio di esaltazione alla guerra americana contro il Giappone durante la seconda guerra Mondiale, non vuole apparire come grido di patriottismo e nazionalismo nei confronti della grande guerra che lotta in nome di una fede profonda. Per Gibson il cuore di questo film è la storia incredibile e veramente accaduta di un semplice e giovane uomo, che passò alla storia come il primo obiettore di coscienza, incapace di toccare qualsiasi forma di arma , a voler arruolarsi, a voler far parte dell’esercito come soccorritore. Il primo che fece la guerra e la vinse senza mai sparare un colpo ed usare la violenza. Una storia incredibile che ha dell’inverosimile ma realmente accaduta. Un uomo che da solo salvò 75 feriti, compiendo atti di forza fisica e di coraggio che per un uomo dalla corporatura esile e fragile appaiono atti quasi miracolosi. La forza di questa uomo sottolinea Gibson è una forza interna, d’amore e di fede a dio che genera nel soldato Dos una potenza incredibile. Le scene in cui da solo trascina, porta sulle spalle i feriti, li salva per una notte intera senza mai fermarsi lo faranno diventar il soldato più forte e leggendario di quei combattimenti a Hakasaw.

Il film sembra aver spaccato la critica in due. Come in due parti sembra camminare la narrazione del film. Da un lato un nazionalismo e patriottismo americano ed una visione della guerra classici clichè di molti film americani, in cui le scene da kolossal, effetti speciali e lunghe battaglie che ti lasciano senza respiro fino alla fine, si ritrovano in tanti film di genere Hollywoodiani. Dall’altro lato la incredibile e vera storia del soldato Desmond Dos che grazie alla bravissima interpretazione dell’attore ci fa amare questo personaggio.

Personalmente credo che sia un bel film, con una regia, fotografia e montaggio di grandissimo livello. Dopo dieci anni Mel Gibson dimostra ancora di essere un grande regista. Impressionanti le scene di guerra in cui con freddezza e crudeltà viene descritta la sofferenza dei feriti in campo. Ciò ripeto fa parte però di quello stereotipi di grandi film di guerra ma sicuramente è ben riuscito e colpisce l’attenzione del pubblico

La storia e come è stato raccontato il signor e soldato Desmond, eroe che non ha mai ostentato la sua grandezza, è molto toccante ed emozionante.

Carlotta Bonadonna

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Recensione: “Hacksaw Ridge”
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