Recensione : “Ghostbusters” anche le donne possono sognare di fare da grandi le acchiappafantasmi.

Venimmo, vedemmo ed il film del trailer più odiato della storia di You Tube… dai! Ce lo godemmo.

Sin dall’annuncio del reboot della saga cinematografica dei ghostbusters si è visto innalzarsi un funesto polverone di dissenso. C’è chi ha detto che non lo sarebbe neanche andato a vedere e chi, invece, ne era incuriosito, ma tutt’altro che fiducioso. Però, una cosa è certa: i capelli di pubblico e critica sono quasi sbiancati dallo spavento in seguito alla pubblicazione in rete del primo trailer del nuovo “Ghostbusters”. Ciononostante, mai giudicare un libro dalla copertina o meglio, un film composto da un rinnovato quartetto totalmente al femminile armato anch’esso di zaino protonico.

In pratica, possiamo tirare un gran sospiro di sollievo. Vuoi per le basse aspettative. Vuoi per la calura di questo periodo che ne può annebbiare il giudizio. Fatto sta che l’ultimo “Ghostbusters” diretto da Paul Feig (“Le amiche della sposa”) si è dimostrato al passo coi tempi (pur strizzando a più riprese un occhio al passato) e davvero molto divertente.

Con “Ghostbusters” del 2016 il brand riparte quindi da zero eppure notiamo una soluzione di continuità con i vecchi acchiappafantasmi, che è il vero valore aggiunto di queste ectoplasmatiche pellicole: la scelta di un cast in parte proveniente dall’umoristica palestra del “Saturday Night Live”, il noto show comico da decenni in onda sulla NBC, e la riproposizione del magistrale canovaccio ironico del brillante format televisivo statunitense, e del talento dei suoi estrosi interpreti.

“Ghostbusters”, benché sia una fantacommedia, complessivamente, come in tanti sanno, verte più sulla risata che sul potere fascinatorio dell’occulto. Difatti, il motore di tutto si rivela, egualmente al primo film del 1984, una solida sceneggiatura (costruita su un pugno di esilaranti personaggi, letti perfettamente da tutti gli attori, immaginati da Dan Aykroyd e da Harold Ramis, i Ray ed Egon del vecchio team di caccia spettri) dove si affastellano situazioni ed un’ossatura dialogica irresistibilmente spassose, esule da una riproposizione dei trascorsi cavalli di battaglia e contraddistinte da una loro originalità. Tuttavia, qua e là sono stati anche puntellati dei momenti che tengono con il fiato sospeso, una critica al pregiudizio nutrito nei confronti del gentil sesso ed una CGI manipolata eccellentemente.

Certo! Gli acchiappafantasmi del nuovo millennio non avranno quella straordinaria sarcastica aplomb, quel carisma e probabilmente non subentreranno nell’immaginario comune come quei ghostbusters degli anni ’80, ma la nuova ’”operazione di defantasmizzazione” sembra più che riuscita. Adesso, anche le donne possono sognare di fare da grandi le acchiappafantasmi.

Gabriele Manca

  • Laurentius

    Si sapeva già da tempo che le ragazze possono sognare di fare le Ghostbuster, non serviva di rendere nota la scoperta dell’acqua calda producendo un film orribile