Recensione: Dragon Ball Z – La resurrezione di ‘F’

Goku e compagni sono nuovamente tornati al cinema, dopo Dragon Ball Z: La battaglia degli dei, uscito nelle sale italiane l’anno scorso. Con questo nuovo tassello, che assieme a La battaglia degli dei, va a colmare il vuoto narrativo intercorrente dalla sconfitta di Majin Bu, al primo incontro di Goku con Ub al 28° torneo Tenkaichi, Akira Toriyama, il padre fondatore del famosissimo manga giapponese Dragon Ball, contribuisce, come ne La battaglia degli dei, alla realizzazione della pellicola nel ruolo di ideatore del soggetto e di character design. Inoltre, a differenza del capitolo cinematografico immediatamente antecedente ad esso, riveste anche il compito di sceneggiatore. Se riflettiamo per un attimo sui rifacimenti per il grande schermo delle serie televisive nipponiche a cartoni animati, si nota immediatamente come il risultato finale non sia nella stragrande maggioranza delle volte dei più felici. Alla stregua di Dragon Ball, anche delle serie animate come One Piece, Naruto o I cavalieri dello zodiaco, solo per fare qualche esempio, hanno avuto svariati lungometraggi a loro dedicati, ma senza mai avere lo stesso mordente delle loro controparti fumettistiche e televisive…. Salverei al massimo, la versione cinematografica di Capitan Harlock, non del tutto da buttare, dato che, in certe occasioni, ci offriva dei dignitosi momenti di approfondimento psicologico dei personaggi, pur anche se inseriti in mezzo a degli spiegoni, che, nonostante siano una tecnica di racconto molto ricorrente nel sol levante, al cinema stentano sempre un po’ ad ingranare, in quanto, sono spesso la causa di un’eccesiva decelerazione del ritmo degli eventi che ci vengono mostrati in sala, provocando nel pubblico, un immediato affaticamento della visione della pellicola. Freezer è tornato, uno dei nemici più malvagi e senza scrupoli dei nostri eroi, eppure la sua resurrezione ed il suo ritorno, sono solamente un flebile pretesto di trama per un’allegra scazzotta fra amici. Ora, non voglio sostenere che l’anime o la versione cartacea di riferimento si contraddistinguessero per una storia poi così intricata e complessa, tuttavia, prima di giungere ai duelli fra sayan, umani, alieni, cyborg e creature magiche, vi era un minimo di snodo narrativo che, prendendosi lo spazio che meritava, fosse in grado di introdurci nelle atmosfere che ci venivano proposte, dimostrandosi capace di generare nello spettatore il giusto mistero ed il giusto senso di pericolo…. Un po’ quello che non accade in questo film! L’intero lungometraggio scorre in modo troppo frenetico. Non abbiamo il tempo di comprendere le motivazioni dei personaggi che, alla fine dei conti, il tutto si riduce ad una semplice baruffa da bar fra compagni di vecchie sbronze…. Non ci siamo proprio!.. Va bene spremere la gallina dalle uova d’oro finché le circostanze lo consentono ancora, ma che rispecchi, in modo per lo meno lontanamente decoroso, il marchio che rappresenta. Nemmeno per un solo istante si riesce a percepire la gravità della situazione che incombe sulla Terra. I guerrieri Z, sono completamente incapaci di comunicarci il terrore per la rinascita del piccolo despota intergalattico. Goku e Vegeta, sono più intenti a battibeccarsi farsescamente fra di loro, per dimostrare chi tra i due sia il migliore nell’arte del combattimento, più che ad occuparsi seriamente del problema “Freezer”, come succedeva invece nel manga e nell’anime. Passando ad altro, riconfermo che l’idea del SUPER SAYAN GOD sia una vera e propria idiozia, che non aggiunge granché all’opera originale…. Anzi!.. Sarebbe stato meglio se, quest’ultima, fosse rimasta così com’era. Oltretutto, pure la continuity, per certi versi, non viene rispettata. Com’è possibile che fra i combattenti chiamati all’appello per difendere il pianeta Terra ci sia il Maestro Muten (l’Eremita della Tartaruga), e non ci siano Yamcha (Iamko) e Jaozi (Riff). È ridicolo! Forse chi non sarà fan della serie non se ne sarà accorto, ma il livello di combattimento del Maestro Muten, a questo punto di Dragon Ball, è di molto inferire ai due guerrieri sopra menzionati. Per cui, è assurdo che siano esclusi dalla battaglia perché non ritenuti all’altezza del compito. Per giunta, durante lo scontro di Piccolo (Junior) contro uno dei sottoposti di Freezer, sul cui conto viene sostenuto che il suo livello combattivo eguagli quello dei defunti Zarbon e Dodoria (anch’essi seguaci di Freezer), sorprende molto che il nostro verde amico sia al pari di questi. È risaputo che, per chi ha seguito con costanza l’anime, Junior abbia superato tale valore di forza già da tempo, nel presente contesto cronologico. Detto ciò, non sono soddisfacenti persino il Dio della distruzione Bills e Whis, i neo maestri di Goku e Vegeta. Le due entità divine, non hanno lo stesso immenso carisma dei maestri della saga televisiva. In più, sono abbastanza inutili nell’economia della storia. Fra i lati negativi, per quanto concerne la versione italiana, vi è pure il doppiaggio. Oramai, i personaggi di Dragon Ball sono divenuti, col passare degli anni, delle figure iconiche entro il panorama dell’intrattenimento giapponese. Ognuno ha le sue particolarità fisiche, il suo carattere, le sue stranezze…. e la sua voce, che lo spettatore associa solo ed esclusivamente a quel determinato personaggio…. e solo a quello. Quindi, per quale motivo, cambiare le voci dei vari protagonisti dell’anime del piccolo schermo con altre (naturalmente mi sto riferendo ai doppiatori storici ancora in vita, è ovvio). In fin dei conti, gli affezionati ed i non, li identificavano soltanto con quelle determinate coloriture vocali, le quali, di certo, sono state fra le cause scatenanti dell’enorme successo in Italia, di Dragon Ball in TV. Ciò nonostante, addirittura gli scontri fisici ed energetici fra le due fazioni, su cui il film puntava maggiormente, sono poco curati, ripetitivi, coreografati alla rinfusa e buttati lì con altrettanta superficialità. L’epicità e la forza visiva delle battaglie passate non si avvertono più…. Cazzo! Stiamo parlando di Goku contro Freezer, due pezzi dell’infanzia di molti, sfruttati senza riguardo alcuno…. Purtroppo, è sempre il Dio denaro, più che il Dio della distruzione, ad avere l’ultima parola su tutto. In definitiva, le uniche note di merito, a mio parere, sono: il tentativo, mal riuscito, ma almeno ci hanno provato, di riportare alla memoria le primissime avventure di Goku, a quando era solo un bambino, con la fugace apparizione di re Pilaf e dei suoi scagnozzi, oltre che dell’Eremita della Tartaruga; e l’utilizzo, per introdurci al film, di uno scorcio della sigla giapponese di Dragon Ball Z, facendoci sentire, per lo meno in questo breve frangente, seduti ancora una volta sul divano di casa nostra, ad assistere alle mirabolanti imprese del giovane Goku in TV.

Gabriele Manca