Recensione: Cattivi Vicini 2: ritornano al cinema le disavventure dei coniugi Radner

Sembrava praticamente tutto risoltosi per il meglio. Per i coniugi Radner, Mac (Seth Rogen) e Kelly (Rose Byrne), non c’è, invece, proprio un attimo di pace. Se in “Cattivi vicini” la placida quiete familiare e di quartiere dei Radner era stata turbata dall’irrequieta confraternita della Delta Psi Beta guidata da Teddy Sanders (Zac Efron), adesso, in “cattivi vicini 2”, li tocca dichiarare guerra all’esuberante sorellanza della Kappa Nu (capitanata da Shelby, impersonata da Chloë Grace Moretz) stabilitasi accanto alla propria abitazione, sempre pronta ad organizzare di continuo burrascosi festini notturni a base di alcol, droghe leggere e di musica a palla.

Come nel primo capitolo ritroviamo dietro alla macchina da presa Nicholas Stoller (che con la commedia, nel corso della sua carriera, ha sempre un po’ avuto a che fare) e l’esplicita vena umoristica delle dirties-comedies, pregne di una spinta dialettica, sesso, sostanze stupefacenti e di una discreta dose di demenzialità.

In “Cattivi vicini 2” il regista ha voluto ricalcare l’ampio utilizzo della camera a mano di “Cattivi vicini”, in modo da sottolinearne la dinamicità degli eventi e da consolidarne la verisimiglianza. Tuttavia, nonostante la funzionale scelta tecnica di Stoller (congeniale per un film di questo tipo), la pellicola scivola non di rado in problematiche di montaggio abbastanza evidenti (per esempio: degli stacchi davvero troppo netti) che ne pregiudicano le tempistiche comiche e di conseguenza il divertimento d’insieme.

Anche qui, specularmente al suo prequel, la pellicola non si risparmia in quanto a situazioni sessualmente curiose; momenti assurdi o disgustosi (basti pensare al lancio dell’assorbente usato; chissà, forse potrebbe anche assurgere a disciplina olimpionica); battute politicamente scorrette e a citazioni filmiche, e televisive (in questo caso, solo per menzionarne talune: “I Minions”, “Terminator”, “Mr. Crocodile Dundee”, “Training Day” ed il cult serial de “La donna bionica”), inseriti in un goliardico scontro generazionale tra over 30 e under/over 20 (entro una commedia che prevede pure una morale di fondo, seppur flebile e senza pretesa alcuna), dove coloro che si definiscono “maturi” danno battaglia ai più giovani, comportandosi presumibilmente come tali, giocando sul regolamento non scritto delle confraternite.

Malgrado ciò, questa novella diatriba di vicinato si rivela molto meno dilettevole della sua precorritrice. Benché si tenti di rivisitare certi vecchi schemi umoristici del primo film, questi nel corrente contesto si confermano molto meno spassosi e le novizie trovate sceneggiative non lasciano il segno. La verve comica del cast di “Cattivi vicini” non riesce ad esprimersi al meglio in “Cattivi vicini 2”, palesandosi sgonfia e sottotono, mentre i personaggi inediti, ovvero le varie consorelle della Kappa Nu, non hanno il medesimo esilarante appeal dei ragazzi della Delta Psi Beta. È proprio un vero peccato che un’attrice di talento come Chloë Grace Moretz, dopo i suoi exploits in “Hugo Cabret” di Martin Scorsese e nei due “Kick-Ass”, abbia fatto ultimamente delle scelte poco azzeccate per la sua carriera di interprete.

“Cattivi vicini 2” prova ad emulare “Cattivi vicini” del 2014, purtroppo il risultato finale è soltanto una pallida imitazione di una commedia, che sì, era stata semplicemente pensata per intrattenere e per strappare delle risate in sala, ma che per lo meno lo faceva, cosa quest’ultima che, viceversa, accade di rado in questo seguito.

Gabriele Manca