Recensione. “Black cat” il nuovo album di Zucchero Fornaciari con grande “slempito”

Non è facile dopo trent’anni di carriera musicale riuscire a tornare sul mercato discografico con un album che non rinnega le proprie radici e che segna allo stesso tempo un nuovo punto da cui ripartire. Non è facile sopratutto in un momento artistico molto “confuso” dove la qualità stenta a trovare il suo merito a discapito della facile popolarità maturata magari con un duro lavoro di “giuste” ospitate televisive. Non è per niente un lavoro facile eppure Zucchero al secolo Adelmo Fornaciari ce l’ha fatta di nuovo il suo ultimo album intitolato “Black cat” rappresenta uno dei come back più riusciti di questo 2016 riuscendo ad essere per il bluesman più amato d’italia un nuovo punto artistico dal quale ripartire.

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In principio c’è stato il divertente singolo “Partigiano reggiano” che ha acceso i riflettori su questo nuovo lavoro con un brano radiofonicamente potente senza cadere nel clichè della rima scontata ed ad ascoltare il nuovo album il brano non sembra essere un’eccezione.
Dietro i nuovi brani si celano i nomi di produttori importanti come Don Was, Brendan O’Brien, che hanno già collaborato con Zucchero in passato, e T Bone Burnett che ha prodotto artisti come Elvis Costello,Tony Bennet e Bono degli U2, che tra l’altro firma come autore un brano, per citarne alcuni. In questa produzione così altisonante il rischio era quello che emergesse prepotentemente l’anima dei produttori più che dello stesso Zucchero invece nelle tredici tracce che si susseguono con un ritmo battente non si può non riconoscere lo stile inconfondibile del cantautore emiliano. Anche le tematiche di “Black cat” sono coerenti, in pieno stile sugar, si spazia dalla libidine alla riflessione mistico religiosa con il brano “Hey Lord” al momento delicato deciato al ricordo del passato con il brano “Ci si arrende” fino ad una delicata cover del brano di Avicii “Ten More days” e al brano di chiusura “Street of Surrender (s.o.s.)” scritta dalla preziosa penna di Bono Vox che rimanda agli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi come a voler chiudere il disco con un’atmosfera commovente e solenne trattando l’argomento con delicatezza ma anche senza troppa retorica diventando un inno alla libertà.
“Every man has two cities he needs to be /The one he can touch /And the one he can’t see/The one where a stranger’s a friend /Every man has got one city of liberty /For me it’s Paris, I love it

Tirando le somme Black Cat è un album completo ricco di nuovi spunti musicali ed artistici ma che al tempo stesso non tradisce lo stile inconfondibile di Zucchero che ci conduce in sonorità d’oltreoceano in un viaggio musicale indimenticabile…con grande “slèmpito”. Bentornato Zucchero…

Simone Intermite

 

REVIEW OVERVIEW
Zucchero: Black Cat
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