Recensione: “7 minuti dopo la mezzanotte” un romanzo di formazione in chiave cinematografica

“7 minuti dopo la mezzanotte”  è il nuovo film del regista Juan Antonio Bayona che racconta la commovente storia dell’incontro tra il dodicenne Conor, (Lewis MacDougall) vittima di bullismo a scuola e costretto a vivere con una nonna fredda e distante (Sigourney Weaver) a causa della malattia della mamma (Felicity Jones), e la creatura fantastica che il ragazzo invoca nei suoi sogni per sfuggire alla solitudine del suo mondo reale. E la creatura si manifesta, ogni sera, 7 Minuti dopo la Mezzanotte, per raccontare a Conor delle storie, frammenti di un viaggio emotivo alla ricerca della verità.

Un film che emoziona e intenerisce, la vicenda di un ragazzino di dodici anni costretto a crescere troppo in fretta e del meraviglioso rapporto con la creatura fantastica, che lo aiuterà nel suo percorso di crescita. Suo padre (Toby Kebbell) si è rifatto una vita in America, e Conor ha un disperato bisogno di qualcuno che si occupi di lui. Senza volerlo, evoca un alleato improbabile che emerge, in tutta la sua terrificante magnificenza, da un antico e imponente albero: una creatura alta 12 metri (incarnata dalla straordinaria performance di Liam Neeson) che si manifesta alla finestra della sua stanza da letto, ogni sera, 7 minuti dopo la mezzanotte. Il Mostro racconta tante storie: Conor le ascolta e riesce a immaginarle.

Piano piano le sue paure lasciano posto all’intraprendenza e all’introspezione: il Mostro infatti ha stabilito che, quando avrà finito di raccontare le sue storie, sarà Conor a raccontare qualcosa. Antico, selvaggio e inesorabile, il Mostro guida Conor in un viaggio all’insegna del coraggio, della fede e della verità.

Il film tratta in maniera fiabesca il passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza senza essere retorico, questo grazie alla grande capacità degli attori protagonisti, Felicity Jones tra tutti, che riesce a dare spessore ad ogni singola scena. Il film non è però esente di difetti, primo fra tutti la decisa dissonanza tra le immagini spettacolari proposte sullo schermo è l’interiorità del racconto che meritava di essere indagata in maniera meno distaccata. Il film risulta comunque gradevole sopratutto per chi ha voglia di lasciarsi trasportare da un “romanzo di formazione” in forma cinematografica

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Recensione: "7 minuti dopo la mezzanotte"
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