Nada vince il premio Amnesty Italia: “Non sono molto abituata a ricevere premi e le volte che mi è capitato ho cercato di non esserci”

“Ballata triste” di Nada è la canzone vincitrice dell’edizione 2017 del Premio Amnesty International Italia, indetto nel 2003 da Amnesty International e dall’associazione culturale “Voci per la libertà” per premiare il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell’anno precedente.

E’ una canzone sul femminicidio scritta testo e musica da Nada e interpretata dalla stessa cantautrice toscana.

Il brano è contenuto all’interno dell’ultimo album in studio di Nada, “L’amore devi seguirlo”, uscito lo scorso anno su etichetta Santeria e distribuito da Audioglobe.

Della canzone è stato realizzato anche un videoclip, ideato e girato da Lorenzo Kruger dei Nobraino.

Nada è stata ospite di Domanipress Leggi l’intervista

Video Ballata Triste (brano contro il femminicidio e Video pubblicato il giorno 1 Marzo) :

https://www.youtube.com/watch?v=bVF3jlk_ifM&feature=youtu.be

Nada, che sarà premiata il prossimo 23 luglio a Rosolina Mare (Rovigo), nel corso della serata finale della ventesima edizione del festival “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, a proposito della vittoria ha detto:   “Non sono molto abituata a ricevere premi e le volte che mi è capitato ho sempre cercato di non esserci ma il premio di Amnesty International mi fa davvero felice, soprattutto per questa mia canzone così tremendamente attuale. Da donna cerco di intuire, ma non trovo niente da capire in quello che succede troppo spesso alle donne, che purtroppo, e quasi sempre tra le mura domestiche, vengono distrutte da chi dice di amarle. ‘Ballata Triste’ racconta di una giornata apparentemente normale che finisce in tragedia. L’ho scritta un giorno di getto dopo avere sentito per l’ennesima volta l’orrenda storia di un femminicidio. All’inizio non sapevo se registrarla, mi faceva male, ma poi ho pensato che anche in una canzone si possono raccontare sentimenti di ribellione verso situazioni così drammatiche, con la speranza che una voce fra le tante possa suscitare un po’ più di attenzione. Spero che nel futuro prossimo ci si possa comprendere e capire, che l’amore prevalga sulle incompatibilità, e se non l’amore almeno il rispetto. Come fare? Sono convinta che ci dobbiamo educare fin da bambini a superare nella vita le difficoltà del vivere insieme, e imparare che se finisce un amore si deve riuscire ad avere riguardo per l’altro e per il dolore”.