Milano: In mostra gli scatti di William Klein il fotografo delle metropoli degli anni Cinquanta

Milano – Palazzo della Ragione Fotografia ospita, fino all’11 settembre, la mostra “William Klein: il mondo a modo suo” dedicata alle opere, non solo fotografiche, del poliedrico artista statunitense.

 

Nove sale espongono gli scatti con i quali Klein ha ritratto davvero il mondo, se si pensa che la maggior parte di essi sono dedicati a città quali New York, Tokyo, Roma, Parigi e Mosca. Tutte città da lui immortalate in scatti che, a loro volta, lo hanno consacrato nel corso della sua vita artisticamente multiforme.

 

Da pittore ad assistente di Federico Fellini, ma anche fotografo, scrittore e regista, già nel 1952 Milano ha ospitato una mostra di Klein, grazie all’iniziativa di Giorgio Strehler che ha voluto le sue pitture murali astratte presso gli spazi del Piccolo Teatro.

 

Klein, che ha lavorato anche con Gio Ponti, tra gli anni Cinquanta e Sessanta è stato fotografo di “Vogue USA” e nella mostra c’è un’apposita sezione dedicata a questa esperienza professionale.

 

L’evento – promosso dal Comune di Milano con il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano – nel suo complesso raccoglie 150 opere tra fotografie, filmati e pellicole cinematografiche di Klein e il suo mondo.

La mostra si articola in diverse sezioni:

Astrazioni
Nel 1952 William Klein espone la sua prima mostra a Milano, al Piccolo Teatro, dove è invitato dal regista Giorgio Strehler. In questa occasione dipinge una serie di pitture murali astratte per alcuni architetti italiani, seguendo il consiglio di Léger di lavorare come i pittori del Quattrocento e collaborare con gli architetti. Dopo un’esposizione alla Galleria Il Milione di Milano, l’architetto Angelo Mangiarotti gli commissiona dei murales in bianco e nero. Klein li dipinge su pannelli girevoli.

New York
Nel 1954 Klein compra a Parigi una Leica e due obiettivi da uno dei fotografi di Magnum Photos, che poi si rivela Henri Cartier-Bresson. Torna a New York per otto mesi e comincia a pensare alla realizzazione di un libro, un diario fotografico del suo ritorno a New York, “con un occhio americano e uno europeo”. Nel 1956 uscirà il volume, disegnato dallo stesso Klein, Life is Good & Good for You in New York. Il libro, una vera rivoluzione per il modo radicalmente nuovo di fotografare di Klein, vince il francese Prix Nadar del 1957.

Roma
Nel 1956 Federico Fellini vede il suo libro su New York e propone a Klein di fargli da assistente per il suo film successivo, Le notti di Cabiria (1957). Una volta a Roma, i ritardi nella lavorazione del film portano Klein a fotografare la città che vive un momento straordinario. Gli fanno da ciceroni Pasolini, Moravia e Zavattini.

Mosca
Nel 1959 Klein si reca in Russia per realizzare un altro libro fotografico, questa volta su Mosca (pubblicato poi nel 1964).

Tokyo
Nel 1961 la Zokeisha Publications di Tokyo invita Klein a realizzare un libro sulla capitale giapponese. Si reca in Giappone in primavera. “Il viaggio a Tokyo mi ha sconvolto […]. Fotografavo giorno e notte, mi sorprendeva tutto”. William Klein

Parigi
Parigi è la città che ha accolto Klein quando, diciottenne, lascia New York e Parigi è la città dove ha deciso di vivere per tutta la vita, muovendosi per le sue strade con la curiosità di un “osservatore partecipante” mai sazio di immagini.
Moda
Stimolato da Alexander Liberman, direttore responsabile di Vogue America, William Klein scatta fotografie di moda fino al 1965 e sovverte l’approccio tradizionale portando le modelle in strada e introducendo molte innovazioni tecniche, come l’utilizzo del teleobiettivo, del grandangolo o dell’open flash.

Contatti dipinti
Negli anni Novanta Klein esplora le connessioni tra pittura e fotografia nei suoi provini a contatto dipinti. “Vidi la possibilità di inventare un nuovo tipo di oggetti artistici coniugando in modo organico, non arbitrario, pittura e fotografia.” William Klein

Film
Tra il 1957 e il 1965 William Klein si avvicina al cinema e lo scuote profondamente con il suo sguardo, come nello stesso modo, nel 1956 aveva rivoluzionato la fotografia con il suo libro su New York. Come dice Claire Clouzot: “Le immagini che predilige – foto, giornali, tv, inserzioni, manifesti, insegne, graffiti, collage, pubblicità, reportage, archivi, documenti, sbavature, bianchi-neri del mondo sconcertato – si sono inserite nel suo cinema immaginario. E hanno dato vita a quello stile da tutti riconoscibile, lo stile William Klein”. Nel 1958 realizza Broadway by Light, il primo film pop. Per molto tempo si dedicherà esclusivamente al cinema con una serie di pellicole diverse per stili e temi. I suoi film vanno dalle saghe dei “superneri” (Muhammad Alì The Greatest, 1964-1974, Eldridge Cleaver, Black Panther, 1970, e The Little Richard Story, 1980) ai documentari politici (Loin du Vietnam, 1967) fino alle pellicole sperimentali (Qui êtes-vous Polly Maggoo?, 1966, Le couple témoin, 1976, e In and Out of Fashion, 1994).

 

Tiziana Cappellini