Jess Glynne: “I Cry When I Laugh”

Sull’onda del successo del singolo ‘Hold My Hand’ (3 settimane al #1 in UK, oltre 350000 copie vendute e in Italia appena certificate PLATINO,Jess Glynne annuncia il suo album di debutto, ‘I Cry When I Laugh’ in uscita il 21 Agosto in UK e il 28 Agosto in Italia su etichetta Atlantic Records.

Jess ha descritto il giorno della firma del suo contratto discografico come ‘il più felice e allo stesso tempo il più triste della mia vita.’ Professionalmente, felice per vedere finalmente riconosciuto e rispettato un lavoro di anni per il quale aveva duramente lottato. Personalmente invece, era a pezzi per la fine di una relazione di oltre due anni che le aveva fatto mettere in discussione tutto.

C’è molto più di un modo, musicalmente parlando, di affrontare una delusione d’amore e con il suo album di debutto Jess ne ha esplorati molti. Nei dieci anni passati dall’uscita di Back to Black, il pop inglese ha sviluppato una tecnica narrativa tutta sua nel documentare la fine di un amore. Quando Jess ha iniziato a mettere in musica i suoi sentimenti nelle canzoni di  ‘I Cry When I Laugh’ –un titolo deliberatamente dualistico– ha deciso di prendere una via alternativa alle ballad. ‘Volevo che questo album parlasse di speranza’.

Sono quattro le canzoni che sono il cuore di ‘I Cry When I Laugh’ . Di ‘Hold My Hand’ si è già detto tutto, è sostanzialmente il brano che ha trasformato Jess da ‘frontwoman’ per alcune collaborazioni importanti (‘Rather Be’ su tutte, con Clean Bandit) a superstar. È un inno alla positività e alla comunione, scritto con la più stretta collaboratrice di Jess, Janeé “Jin Jin” Bennett. È anche la chiave per introdurre le altre tracce. ‘Don’t Be So Hard’ parla di leggerezza, di come “disegnare” un sorriso, mentre  ‘Gave Me Something’ parla di trasformazione, dell’ aver sempre pensato di essere un certo tipo di ragazza e poi ritrovarsi ad essere un’altra. ‘Take Me Home’, la traccia più lenta dell’album, parla dell’essere capace di rielaborare I momenti tristi. E, infine, Jess si è concessa una ballad. Una delle trace di chiusura dell’album – ‘Saddest Vanilla’ – vede Jess duettare con la popstar inglese che ha venduto milioni di dischi Emeli Sande, unico featuring dell’album.

Siamo pronti per un mix di soul, di tristezza, di lacrime e poi per l’euforia?

É una scommessa che, per il suo debutto, Jess ha voluto affrontare con precisione cristallina, lottando fra le lacrime ma sempre consapevole di una grande verità: oltre il dolore, la felicità è sempre possibile.

‘Avevo bisogno di crederci. Avevo bisogno di fare l’album per raccontare una storia. Avevo bisogno che fosse come me’.‘Questo album parla di una ragazza che era spensierata, che ha avuto qualche problema, che si è trovata col cuore spezzato, e che ha trovato la sua strada attraverso questa esperienza, non con la tristezza ma con la speranza, e non lasciandosi mai scoraggiare’.