Intervista – Sfera Ebbasta: il “Re del Trap” racconta la cruda realtà del brutto quartiere

Sfera Ebbasta, aka Gionata Boschetti, è una delle rivelazioni musicali dell’anno: sei milioni di visualizzazioni su You Tube ed il recente disco d’oro hanno portato il rapper Milanese di Cinisello Balsamo, simpaticamente chiamata “Ciny”, in cima alle classifiche con il disco d’esordio omonimo “Sfera Ebbasta” pubblicato da Def Jam l’etichetta che ha fatto la storia dell’hip hop. Nei suoi brani scritti a quattro mani con il produttore Charlie Charles, uno dei più quotati della scena Trap, emerge la realtà  dei “Bravi ragazzi nei brutti quartieri” costruendo un neorealismo musicale che racconta un mondo periferico e caotico che ha voglia di riscatto. L’album di Sfera composto da undici tracce, tra i quali spicca una prestigiosa collaborazione con il rapper francese SHC è un opera realistica quasi documentaria del nostro tempo, un Pasolini 2.0 ai tempo di Trap che emerge dal solito clichè rap con la forza della sincerità. Noi di Domanipress abbiamo incontrato il “Re del Trap” con la visiera a becco Sfera Ebbasta e abbiamo parlato con lui dell’album rivelazione dell’anno e della sua nuova tournèe.

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 La tua carriera musicale è partita da Cinisello Balsamo da indipendente e adesso è approdata ad una grande major come la Universal/Def Jam. Cosa è cambiato in questo passaggio? 

In questo passaggio non è cambiato poi molto…a livello personale faccio musica come la facevo prima, si può dire però che sia cambiata la portata della gente a cui mi rapporto con la mia musica.

La tua musica è diretta e sincera tanto da poter essere definita “neorealista“. Quanto di autobiografico c’è nei tuoi testi?

I miei testi sono quasi sempre autobiografici, quando non sto parlando di me sto parlando di qualcuno direttamente vicino a me.

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 Nel nuovo album spicca la collaborazione internazionale con il rapper SCH per il    brano “Cartine Cartier“. Come è nato questo incontro?

L’incontro con il rapper SCH è nato dall’ interesse reciproco di collaborare, lui ascoltava i miei pezzi e io i suoi, SCH mi ha chiamato per collaborare nel suo disco e io ho contraccambiato chiamandolo nel mio.

In uno dei brani più famosi celebri la tua città natale che chiami simpaticamente “Ciny“, per produrre il video del tuo singolo “Figli di papà” invece sei volato negli States…cosa cambia dal ghetto americano a Cinisello?

In realtà Cinisello non è un vero e proprio ghetto, è semplicemente il quartiere da cui arrivo e in cui sono cresciuto. Non ho mai cercato di farlo passare per un ghetto, ho cercato di fare un reportage su quella che è la situazione reale, non solo di Ciny, ma di tutti i quartieri alle porte delle principali città.

Il tuo nome d’arte “Ebbasta” è nato da Facebook e dalla necessità di inserire un cognome…com’è oggi il tuo rapporto con i social networks ed i così detti haters?

Sui social vado bene, la gente mi vuole bene… Ci sono anche gli Haters è vero ma quelli sono dappertutto, non gli do troppo peso!

Dal 29 ottobre è partito anche il tuo tour da Brescia, tutto sold out un vero successo…

Si Il tour è una bomba come l’anno scorso! Ci sono molti ospiti e sorprese, mi piace fare scatenare la gente ai miei Show.

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Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Sfera Ebbasta quali sono le tue speranze e le tue paure?

Non ho grosse paure, sono sicuro di me e di quello che sto facendo, la speranza è che nel Domani tutto continui ad andare nella direzione in cui sta andando adesso.

Simone Intermite

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