Intervista: Paolo Vallesi “Vi presento il mio ritorno in musica tra passato e futuro”

Paolo Vallesi è tornato alla musica dopo un lungo periodo di pausa e lo ha fatto in grande stile calcando il palco del Teatro Ariston di Sanremo che lo ha visto nascere artisticamente negli anni 90 con brani iconici come “Le persone inutili” e “La forza della vita” e con un nuovo album intitolato Un filo senza fine” che si presta a compiere un operazione artistica e musicalmente filologica unendo nuove canzoni a brani storici del repertorio del cantante fiorentino riletti in una chiave inedita. Nell’album oltre ai grandi classici si trovano brani come “Pace“, il duetto con Amara, una delicata cover di “Una notte in Italia” di Ivano Fossati, ed il singolo della title track che tratta il tema attuale della non violenza sviluppandosi come una vera e propria invettiva contro l’uso delle armi da quelle utilizzate a titolo personale a quelle usate per fini bellici. L’intero album, prodotto da Carlo Avarello per L’Isola degli Artisti spazia musicalmente dalla musica orchestrale a quella più marcatamente elettronica ed è un riepilogo e allo stesso tempo un nuovo punto di partenza musicale ricco di riflessioni sul nostro tempo e su se stessi. Noi di Domanipress abbiamo incontrato Paolo Vallesi e abbiamo parlato con lui di questa nuova rinascita artistica.

Sei ritornato in musica con un nuovo album dopo tanti anni di silenzio, com’è nata l’esigenza di rimettersi in gioco?

Ci ho messo molto tempo è vero ma sono riuscito a trovare la giusta dimensione interiore per realizzare un album così come lo volevo. Un filo senza fine” è un album molto denso e complesso ricco di sfaccettature diverse dal punto di vista musicale e contenutistico. C’è sia l’orchestra sinfonica che arrangiamenti elettronici passando per una base anche pianistica. Dentro c’è tutto il mio passato, a distanza di 25 anni da “La forza della vita” volevo celebrare questo avvenimento e ho riproposto il brano risuonandolo sotto una forma musicale diversa…non è semplice confrontarsi con un grande successo e dare un nuovo spirito ad un brano storico. E poi ci sono anche degli inediti a cui tengo molto, che rappresentano il mio presente e spero anche il mio futuro musicale: “Un filo senza fine” ed “In questo mondo” hanno una base elettronica e contemporanea. Volevo unire il mio passato musicale al presente.

A proposito di questo ponte tra presente e passato sei stato recentemente ospite sul palco di Sanremo, dove la tua carriera è cominciata vent’anni fa… in questo tempo come è cambiata la tua percezione? Quali emozioni hai vissuto?

La mia percezione è completamente cambiata,  ricordo i miei festival di Sanremo caratterizzati da una grande ansia che mi portavo sul palco.  Un minuto prima di cantare avevo la voglia di scappar via, anche se poi alla fine dell’esibizione l’adrenalina e la soddisfazione è davvero tanta, sai un po’ come buttarsi con un paracadute. Quest’anno il fatto di non essere in gara ma anche l’esperienza in più ed il fatto di essere in coppia con Amara mi ha fatto vivere l’emozione in maniera molto più costruttiva. Me la sono goduta, mentre cantavo il prezzo sentivo che stava venendo bene ed ero molto soddisfatto.

In quest’ultimo album è anche presente una cover di “Una notte in Italia” di Ivano Fossati…come mai questa scelta?

Trovo che “Una notte in Italia” sia una canzone con un testo l’attuale e poi Ivano Fossati è un’artista che ho sempre stimato. Spesso mi accade che molti ammiratori mi scrivono sui social che il brano “La forza della vita” li ha accompagnati in momenti molto difficili, così per me il brano “una notte in Italia” è molto importante per quello che  ha rappresentato nella mia vita e per quello che emozionalmente mi ha dato. Ho trovato giusto dopo tanti anni regalare quest’omaggio al maestro con un’orchestra sinfonica rendendola nuova.

Dagli anni novanta ad oggi il mercato discografico è completamente mutato ed internet ha rivoluzionato tutti gli equilibri. Come hai vissuto questo cambiamento?

In questi anni è cambiato tutto ma è importante adattarsi ai cambiamenti. Internet adesso è diventato un’opportunità in più per far ascoltare musica eliminando le barriere tra chi la musica la produce e chi invece la ascolta. Anche il contatto è diventato molto più diretto… Ci sono degli spartiacque storici che rendono il mondo diverso ed Internet sicuramente ha cambiato il nostro modo di vivere. Non si può e non si deve rimanere retrogradi. La musica si adatta a  questo nuovo trend rafforzando ad esempio il live. Non si vendono più dischi ma i live sono molto seguiti dal pubblico.

A proposito di live, a seguito di questo album è previsto un tour?

Si stiamo chiudendo in questi giorni dei concerti insieme ad Amara tra fine aprile e fine maggio da Giugno in poi invece partirà il mio tour che porterò in giro fino a settembre con un’appendice anche all’estero in Spagna, negli Stati Uniti e in Canada. Ho tanta strada da fare con uno spettacolo nuovo e con amici vecchi e nuovi da ricordare ed incontrare.

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Paolo Vallesi quali sono le tue speranze e le tue paure?

L’unica paura che ho del Domani è quella di smettere di avere sogni, il resto è tutto affrontabile.

Simone Intermite