Intervista – Paolo Crepet: Internet è una delle più grandi rivoluzioni democratiche ma bisogna conoscerne i rischi

Paolo Crepet (Torino, 17 settembre 1951) è uno psichiatra, scrittore e sociologo italiano. © Leonardo Cendamo

La rivoluzione digitale ha profondamente cambiato la nostra quotidianità permettendoci di comunicare, informaci e di “esserci” con nuove modalità che hanno portato ad una vera e propria mutazione antropologica. Il modo in cui comunichiamo ed interagiamo con gli altri e con il mondo intero sui social network è sempre più veloce e a portata di click e ciò ha portato innumerevoli vantaggi impensabili nel secolo scorso. Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet è partito da una frase provocatoria scritta su un muro di Roma “spegnete facebook e baciatevi” per scrivere un nuovo libro, edito da Mondadori, intitolato “Baciami senza rete” per discutere ed analizzare le  conseguenze, volute o indesiderate, del grande cambiamento che le nuove tecnologie digitali stanno imprimendo alla nostra vita illustrando gli svantaggi di un cattivo utilizzo della rete.  Noi di Domanipress abbiamo parlato con lui di questo fenomeno.

Paolo Crepet - Baciami senza rete

“Baciami senza rete” è nato da una frase provocatoria e dissonante rispetto all’epoca in cui viviamo. La diversità oggi risiede nell’analogico?

Oggi è diverso tutto ciò che ci emoziona e non passa attraverso lo schermo, il parlarci, il dipingere un quadro, leggere dei libri magari anche impegnativi o semplicemente costruire una cultura che non sia fondata su wikipedia.

Nel libro esponi le tue riflessioni circa i cambiamenti della rivoluzione digitale sulla vita degli uomini. Quali sono i pericoli e gli effetti collaterali del mondo digitale?

In realtà bisogna premettere che non sono gli strumenti digitali ad essere pericolosi ma il loro cattivo utilizzo. Non mi definisco “tecnofobico” anzi la tecnologia mi ha sempre affascinato ed incuriosito…non faccio parte del fronte dei pensatori nostalgici di un passato pretecnologico. Il digitale ha portato tanti vantaggi nella vita di tutti noi e non bisogna iniziare una battaglia verso il mezzo in sè ma verso l’utilizzo sbagliato che se ne può fare che può causare nei casi più gravi una dipendenza. D’altronde tutto ciò che dà dipendenza è patologico e non porta a nessun cambiamento. Ed il cambiamento è estremamente importante per poter innescare dei processi creativi.

A proposito di creatività nel libro parli di questa difficoltà dei giovani ad essere creativi

Si uno dei principali problemi legati all’utilizzo della tecnologia è proprio quella della mancanza di creatività. Molti giovani che lavorano con il digitale tendono a non uscire dal loro ambito e non si recano in libreria o in una galleria d’arte.  Se tutti i contenuti creativi saranno inseriti  in uno schermo c’è il rischio che finiranno per autoriprodursi perdendo il loro valore…è un concetto già rimarcato dallo scrittore Walter Benjamin in “L’opera d’arte nell’epoca della sua traducibilità tecnica“. Questo è uno dei rischi reali…la tecnologia sta cambiando profondamente i processi cognitivi, comportamentali ed anche quelli creativi.

In un capito hai anche citato la frase di Alber Einsten: “Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti”. Secondo te quel giorno è già arrivato?

Per una parte di noi si, non tutti per fortuna…sicuramente può essere utile per tutti provare ad andare andare a cena senza lo smartphone, riuscire ad organizzare un weekend lontani dalla tecnologia sempre iperconnessa, quello che in sintesi si chiama “digitaldetox

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Nel capitolo “Breve elogio dell’imperfezione” poni in antitesi la perfezione digitale dell’immagine ultra hd con quella della realtà…Cos’è per te l’imperfezione?

L’imperfezione è semplicemente il senso della vita. Ciò che guardiamo e viviamo è imperfetto. Nelle tecnologie digitale ed in particolar modo nella realtà virtuale si parla di perfezionalismo realistico. In realtà l’imperfezione fa parte della natura dell’uomo, solo l’idea di aspirare alla perfezione è terribile.

Il libro è ben lontano da essere un j’acuse rispetto al mondo digitale. Secondo te quale è la “pars construens” di questa rivoluzione, antopologicamente quali sono stati i vantaggi?

Internet è stata una delle più grandi rivoluzioni democratiche dell’uomo moderno, oggi è possibile accede a notizie ed informazione a prescindere dalla propria situazione sociale, economica, ideologica e politica offrendo una grande libertà di comunicazione.

Paolo Crepet intervista

Nel privato qual è il tuo rapporto con internet?

Personalmente utilizzo internet per ragioni prevalentemente lavorative: leggo la posta elettronica e la utilizzo per inviare messaggi, leggo le notizie…internet ed i social networks sono due cose comunque differenti.

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Paolo Crepet quali sono le tue speranze e le tue paure?

Spero un Domani senza guerra, senza fondamentalismi e senza Trump. In uno scenario socio politico così difficile al limite di un conflitto mondiale spero che non vinca l’egoismo.

Simone Intermite

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