Intervista: Paola Iezzi – Ora canto da sola e reinterpreto i Daft Punk.

Paola Iezzi non ha certo bisogno di presentazioni. Poliedrica,sensuale,creativa sono solo alcuni degli aggettivi che possiamo attribuire ad un’artista che da sempre si è distinta nell’ambito della musica pop. Dopo la rottura con il famoso duo “Paola&Chiara” ha intrapreso la carriera da solista,e ha iniziato a produrre cover di brani famosi rivisitati in chiave elettronica dopo “Se perdo te” è il turno di “Get Lucky” dei Daft Punk inserita nel nuovo ep intitolato “I love”.

Come è nata l’idea di reinterpretare il brano dei Daft Punk?

Paola: Io cerco di fare il più possibile quello che mi piace. Ero innamorata di questo nuovo brano dei daft punk. Credo che “Get Lucky” sia il brano dance per eccellenza di questi ultimi anni. Uno dei brani migliori usciti negli ultimi 10 anni almeno. Inoltre rappresenta una buona sintesi di quello che amo nella musica: beat, melodia, una sorta di leggera malinconia sia nell’armonia sia nel testo, che è a metà tra l’esistenziale e il romantico, è disco, ma è anche pop. Una grande canzone. Avevo semplicemente voglia di cantarla anche io, come hanno fatto diversi cantanti ed artisti.

 

Il videoclip è ambientato nel quartiere di Soho a  Manhattan con un look che ricorda i Navajo mentre in “Se perdo te” eri una malinconica Minnie…. da dove predi l’ispirazione per i tuoi outfit e qual è il tuo rapporto con l’America?

Paola: Ho parlato spesso del mio rapporto con l’immagine che per me conta al pari della musica. Musica e immagine devono avere un senso, devono poter funzionare insieme. Ci deve essere un’armonia che lega la musica di un disco con l’immagine che la rappresenta. Per me la copertina di un album è importantissima e le immagini che scelgo non sono mai casuali. Faccio una ricerca vera e propria di immagini…io sono una grandissima appassionata di fotografia e arte visuale. Quindi ogni giorno archivio centinaia di immagini nella mia testa o nel mio computer. In varie cartelle. Quando poi devo lavorare sulll’immagine di un disco o di un video le riapro…e mi faccio guidare dall’istinto. E’ uno degli esercizi creativi che mi piace di più. Amo lavorare con le immagini. Sono una visiva e le immagini mi ispirano moltissimo. Spesso anche le canzoni sono ispirate da uno scatto fotografico o un immagine rimasta archiviata da qualche parte nel mio cervello. Il mio rapporto con l’America è un rapporto di fascino ma anche di costante critica. E’ un sistema, quello americano che ha generato molte realtà di tutti i tipi, molte delle quali, discutibili.

 

 

I tuoi brani e quelli del duo “Paola&Chiara” hanno sempre ricordato le  grandi star d’oltreoceano come Jennifer Lopez, Katy Perry, Madonna….Quali sono le tue  pop star preferite?

Paola : Sono molte le icone pop che mi piacciono. Poche riescono però a resistere al tempo perché il mondo “pop” è un mondo un p’ spietato, velocissimo e molto legato al mondo “teen” e al commercio. Quindi, soprattutto oggi, il ricambio è velocissimo e il sistema che c’è in paesi come l’inghilterra o gli stati uniti è un sistema che genera continuamente nuove “stars del pop” e costringe tutti questi artisti a dei ritmi in verità poco artistici e molto “schizzati” e “schizofrenici”…quindi mi vien da pensare che, se si è strutturati abbastanza, si riesce a resistere, sennò si viene macinati, tritati e poi sputati da questa enorme macchina tanto affascinante, quanto spietata. Credo sia necessaria una grande forza interiore per resistere a quelle pressioni. Credo anche si debba essere circondati da grandi squadre di professionisti e credo ci vogliano degli investimenti poderosi per creare star come katy perry, Jennifer Lopez e Rihanna o Beyoncè. E’ chiaro che tutte queste artiste sarebbero ugualmente artiste di livello, ma senza grandiosi investimenti avrebbero molta meno risonanza…quindi quando sei a quel livello, “perdersi” diventa molto rischioso…Qui in Italia è tutto molto molto più leggero, quel genere di pop non è ancora una realtà che crea commercio, dunque avventurarsi in quel genere, per di più in italiano, è cosa da “pazzi”. In italia i prodotti che vendono di più solo quelli ultra melodici con una matrice di melodia e di atteggiamento fortemente italiani, fortemente “radicati” al territorio. Anche star come rihanna o beyonce in italia, pur essendo molto promosse dalle radio, vendono meno di artisti più tradizionalmente italiani. E’ una realtà. E se un cantante italiano cerca di muoversi su un terreno più internazionale, fa indubbiamente più fatica. E’ una questione proprio culturale. Ed è anche piuttosto comprensibile. Ma per tornare alla domanda, una delle artiste e icone pop che mi piace di più oggi è certamente Rihanna. Ha una serie di caratteristiche che me la fanno molto piacere. Amo il suo repertorio prima di tutto. Mi piace musicalmente e mi piace quasi sempre l’immagine che proprone.

 

Il titolo dell’ep è  “I love” ….  presto indosserai l’abito bianco….cosa ama Paola Iezzi?

Paola : Beh…presto bisogna vedere. CI siamo detti che iniziare a pensarci su non è male. Perché dopo sette anni insieme, comunque non è una cattiva idea…però deve essere il momento giusto.

Io amo tutto ciò che è “ben fatto”. Lavoro per questo. Ogni giorno. Per esser migliore del giorno prima. Non importa che io ci riesca oppure no, ma la mia attitudine è quella di cercare sempre un’evoluzione di miglioramento sia nella vita e nei rapporti con le persone, sia nel lavoro. Io amo tutto ciò che è qualitativamente alto. Amo le persone appassionate che si impegnano al massimo per raggiungere una qualità nella vita e nel lavoro. Credo molto nella buona qualità delle cose. E’ un concetto forse un po’ desueto, ma è uno dei miei capisaldi. Per me non conta il numero, ma la qualità di quel numero. L’ho capito nel tempo facendo le cose e andando avanti nella vita.

Qual è il tuo rapporto con le nuove tecnologie e come credi che il mercato discografico e non solo sia cambiato grazie ai nuovi media? Ebook o libro? Cd o Ep?

Paola: Credo assolutamente nelle nuove tecnologie e nel progresso. Che hanno decisamente e definitivamente mutato le nostre vite e il corso degli eventi. Hanno letteralmente spazzato di colpo via il “vecchio” e costretto tutti a stare più attenti e concentrati. Naturalmente come con tutte le novità, il progresso ha fatto guadagnare molti aspetti positivi alla nostra vita (e per me sono molti) ma ha anche fatto perdere delle cose sia positive, sia negative. Però è normale. Questo avviene (ed è sempre avvenuto) durante tutti i grandi cambiamenti storici. Credo che nonostante tutte le paure che si possono avere affrontando le novità, non si debba essere retrogradi e contro il progresso. Al futuro non bisogna resistere, ma andargli incontro con coscienza, consapevolezza ed entusiasmo. Il futuro va abbracciato, anche se ci mette a dura prova. Il mondo del lavoro è stato completamente rivoluzionato da internet, ma nessuno di noi può (né spero voglia) tornare indietro. Non resta che proseguire con coraggio, cercando di affrontare tutto con una maggiore coscienza e flessibilità. La libertà è un grande privilegio, ma bisogna potersela permettere…è un bene di lusso….va maneggiato con cura se non vuoi che ti esploda in mano…

 

A proposito di ebook qual è l’ultimo libro che hai letto e che senti di dover consigliare ai lettori di Domani press?

Paola io amo molto i romanzi e la letteratura di evasione… quindi quando decido di leggere un libro è quasi sempre una storia appassionante. Amo molto la letteratura indiana da sempre. Mi trasporta in mondi molto lontani ed è visiva, olfattiva, auditiva…riesci a percepire più sensi quando leggi quelle storie femminili cariche di dettagli, fascino, bellezza, misticismo e romanticismo. L’ultimo libro che ho letto si chiama “L’amante di Calcutta” di Suyata Massey. La versione per kindle naturalmente da buona “futurista” ho abbandonato la versione cartacea dei libri da qualche tempo.

 

Ultima domanda molti fans richiedono a gran voce un ritorno del duo “Paola&Chiara…..qual è il tuo rapporto con Chiara. Vi rivedremo di nuovo  insieme sul palco in futuro?

Paola: io, come ti dicevo, sono una futurista ma non sono una maga e non prevedo il futuro, perché il fututro non si può prevedere. Chiara ed io abbiamo fatto cose stupende insieme. Quasi vent’anni di musica in questo paese. E siamo addirittura riuscite nell’impresa impossibile di esportare alcune nostre canzoni pop all’estero. Pochi possono vantare di aver fatto questo. Ma ci siamo rese conto che eravamo un po’ al “capolinea”. Siamo sempre state due sveglie. E abbiamo sempre avuto grande rispetto della musica e del pubblico e non volevamo ridurci a diventare due macchiette patetiche. Questo lavoro e il pubblico spesso possono diventare feroci, soprattutto in questi ultimi tempi dove paradossalmente per alcuni aspetti, il mondo sembra essere regredito ai tempi delle caverne. Spesso nell’ambiente dello spettacolo niente è come sembra. Lo dico spesso alle persone con le quali parlo che quando mi conoscono mi dicono spesso sorpresi“ma sei una persona semplice e disponibile, in tv non sembri cosi!”….io rispondo, un po’ sconfortata, che spesso la tv, non so perché, fa apparire le persone diverse da come sono…conosco molti personaggi che hanno un’immagine “semplice e pulita” ma che poi quando le conosci non lo sono affatto e magari se la tirano tantissimo e persone che, al contrario, sembrano “menose” e antipaticissime in tv e che poi quando le conosci sono deliziose…potere dei mezzi di comunicazione…a volte non si riesce sempre a far passare ciò che si è attraverso i mezzi di comunicazione…e allora si creano delle incomprensioni con il pubblico che invece tende a giudicare in modo molto diretto e “bidimensionale”. Poche persone si fanno qualche domanda in più. E pochi vanno oltre “ciò che sembra”. Viviamo in un mondo più complesso rispetto a quello passato, un mondo dove le informazioni si sono decuplicate, e quindi si può restare un po’ intontiti da tante informazioni…per questo oggi si è chiamati a essere un po’ più profondi e più attenti. Io stessa oggi, prima di formulare un giudizio, un’ opinione, faccio un esercizio con me stessa…mi pongo qualche domanda in più e mi lascio sempre una “via di fuga”…una sorta di opzione che lascia aperta una possibilità e un margine di errore molto ampio… Non tutto è come sembra…anzi spesso è proprio tutto il contrario!

Simone Intermite