Intervista: Marta Perego: “Ho trasformato la mia passione per la letteratura in lavoro”

Marta Perego è una delle più interessanti giornaliste e conduttrici televisive. Affascinante, dinamica ed intelligente, Marta  ha lavorato  in TV da quando aveva 21 anni, iniziando come redattrice a ClassLife (Class CNBC) e successivamente conducendo programmi culturali come Ti racconto un libro, un viaggio nell’ universo letterario contemporaneo  passando per Rai 3 con il programma “Fuori quadro” in cui ha intervistato i protagonisti di professioni collegate al mondo dell’arte e Adesso Cinema, magazine di approfondimento cinematografico, nato nel 2013 e ad oggi in onda ogni settimana in seconda serata su Iris . L’esperienza in TV alla conduzione di programmi culturali le hanno permesso di trasformare la sua passione per l’arte, il cinema, la letteratura e i viaggi in un lavoro. Noi di Domanipress.it abbiamo parlato con lei della sua luminosa carriera e abbiamo approfondito il suo rapporto con l’arte ed il mezzo televisivo.

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Come nasce la tua vocazione giornalistica e come sei riuscita a trasformare  l’otium letterario in negotium? Come hai trasformato la tua passione in lavoro?

La passione per il giornalismo è nata a sette anni quando, ancora bambina, leggendo il libro “Pippi Calzelunghe ho scoperto che c’era la possibilità di inviare delle domande all’autrice  Astrid Lindgren. Con l’aiuto della maestra d’inglese ho organizzato un serie di domande e le inviai. Tempo dopo ho ricevuto le risposte in un cofanetto…è stato uno dei momenti più felici della mia infanzia. Oltre che scrivere ho sempre amato leggere e studiare molto. A diciotto anni ho iniziato a pensare al mio futuro, ho frequentato  l’università ed ho iniziato a lavorare nel archivio di Agostino Bonolumi che mi ha permesso di avere un approccio diretto “alle carte”; ho scoperto la Milano degli anni cinquanta e sessanta. Leggevo le lettere, catalogavo le mostre ed intanto scrivevo per una rivista d’arte. Ho capito che volevo scrivere e raccontare…la tv è arrivata dopo

A proposito di televisione come mai è cosi difficile in Italia portare in tv contenuti culturali? Perché i contenuti culturali sono così rari sui palinsesti e spesso posti ad orari improbabili?

Questo è un gravissimo problema…Mi viene in mente Pier Paolo Pasolini che negli anni sessanta disse che  i libri non potevano arrivare in televisione perché è impossibile fare un carosello di libri… poi in realtà Pasolini oltre che intellettuale e regista fu anche un grande autore televisivo…penso a “Comizi d’amore”. Ancora oggi i programmi televisivi culturali che si basano sull’idea del viaggio e del racconto richiamano tutti “Comizi d’amore”.

In realtà io preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno pensando agli anni novanta della televisione italiana che sono stati una fucina di buona televisione culturale. Da Alessandro Baricco ad Alessandra Casella grande lettrice acuta e grande conduttrice che mi piace citare con il suo programma “A tutto volume”.

Oggi c’è da una parte la tv che parla di cultura e dall’altra la cultura in televisione. Non è vero che il pubblico non è interessato alla cultura altrimenti non si spiegherebbe il successo di alcune serie televisive o di programmi che non hanno al centro l’argomento cultura, libro o arte ma fanno cultura in senso alto. Forse c’è un  più di paura ad approcciarsi ad argomenti che siano squisitamente culturali. Bisognerebbe incominciare ad osare un pò di più come abbiamo sempre fatto in fondo. In italia succede che un programma culturale debba essere solo un programma per pochi quando spesso la chiave è semplicemente il racconto. Anche un messaggio culturale può essere raccontato con leggerezza senza essere troppo settoriali. Detto questo l’obiettivo di un programma culturale non deve essere quello dello share ma quello di organizzare un contenuto intelligente e che cerchi di raggiungere il più vasto pubblico possibile senza avere questo come però mission primaria…

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Tu hai avuto la fortuna di condurre programmi culturali di successo da “Ti racconto un libro”  ad “Adesso Cinema”. In questi programmi hai avuto la possibilità di intervistare dei grandi nomi del cinema e della letteratura. Hai qualche aneddoto particolare da raccontarci su qualche tuo ospite che ricordi con più affetto?

Ne ricordo tanti. Per quanto riguarda  i libri ricordo un’intervista ad Jonathan Safran Foer durante il festival “Le conversazioni” organizzato da Antonio Monda a Capri. Jonathan si è presentato in piscina con i pantaloni a tre quarti e con le ciabatte ed i calzini…sempre parlando dei libri un altro è stato Joanatan Coe che a “Pordenone legge” di qualche anno fa si è presentato vestito di bianco con un panama credendo di trovare il sole e la spiaggia a Pordenone… Ricordo con molto piacere anche l’intervista a Francis Ford Coppola che mi ha chiesto l’età… ero giovanissima e mi tremavano le gambe, ricordo di essermi preparata molto prima di quella intervista.

Quale altro personaggio della cultura del cinema e della letteratura ti piacerebbe intervistare in futuro?

Mi piacerebbe molto intervistare , per quanto riguarda il cinema Monica Vitti sarebbe un sogno per me…l’ammiro moltissimo e per quanto riguarda i libri ho avuto la fortuna di intervistare tanti che apprezzo molto come Don DeLillo , Jonathan Franzen ma una chiacchiera con la giornalista Joan Didion la scambierei molto volentieri…

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Le piattaforme online hanno cambiato il modo di accedere ai contenuti culturali e questo accade per il cinema, basti pensare a Netflix o Mediaset premium ma anche ai libri con i nuovi store digitali. Che rapporto hai con questo tipo di offerta? Ti senti più analogica o digitale?

Per quanto riguarda i libri mi piace leggere i libri sull’ ipad o l’e-book perché è comodo poter portare con te tanti titoli…però amo la carta perché ho un grande rapporto con la sottolineatura, i libri mi piace viverli…

Tutto quello che è cambiamento non deve spaventare io uso tutti i social…anche se tra tutti soffro la brevità e la secchezza di twitter, per raccontarmi preferisco Facebook perché c’è più spazio per scrivere…

Come spettatrice se  mi arriva la notizia attraverso i social media per me è positivo. Il digitale non è un ostacolo nei confronti della letteratura e del cinema. Le piattaforme “on the mand” ci hanno portato prodotti televisivi ottimi con una struttura registica molto studiata. La risposta del cinema forse adesso dovrebbe differenziarsi ancora di più rispetto al passato dalla serie televisiva e dovrebbe utilizzare  il linguaggio cinematografico con efficacia.

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Marta Perego, quali sono le tue speranze e le tue paure?

Nel Domani mi piacerebbe abbandonare le paure su tutti i livelli. Sarebbe bello se si recuperasse l’abitudine all’ascolto creando un filo comune per aprirsi al mondo con coraggio.

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Simone Intermite