Intervista: Francesco Sarcina: far musica è raccontarsi senza vestiti, dandosi totalmente

Francesco Sarcina non ha certo bisogno di presentazioni; Il cantautore milanese ex leader  de Le Vibrazioni è uno degli artisti italiani più amati. Dopo il brano d’esordio del 2003 “Dedicato a te” che ha raggiunto il disco di platino con oltre 400 mila copie Francesco non si è mai fermato reinventando il proprio stile e riproponendosi da solista senza mai rinnegare il suo passato musicale. Quest’ultimo album di inediti intitolato “Femmina” è un disco tailor made, pensato con Francesco al centro, in una veste nuova che, però, mantiene sempre il suo personale stile. L’esperienza come giudice al celebre talent di Maria De Filippi “Amici” e la sua paternità sono la miccia di una crescita artistica e personale che caratterizza oggi il nuovo Sarcina. Noi di Domanipress.it abbiamo parlato con lui di questo nuovo percorso e del nuovo singolo “Parte di me”.

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Il titolo del tuo album “Femmina” sembra essere programmatico…definiresti “la musica” un’entità femminile?
“Certo, la musica come tutta l’arte è femmina. È imprevedibile, dolce, selvaggia, accogliente e a volte violenta. Ti innalza e poi ti scaraventa a terra come se nulla fosse. Un ‘adorabile dipendenza ”

In “Femmina” il sound è incentrato su melodie più “classiche” rispetto al tuo passato repertorio ci sono gli archi al posto delle chitarre elettriche…come è nata l’esigenza di questo cambiamento?
“Negli anni ho imparato che rock non è una chitarra elettrica ma l’approccio col quale scuoti la vita. Lo strumento classico è uno strumento che suona senza elettricità. La forza e maestosità di degli archi sono per me molto più rock di tante chitarre elettriche che sento ultimamente, perché possono essere percossi con violenza o dolcezza a seconda del suono che si vuol tirar fuori, senza trucco ne inganno. “

Il disco vanta anche di collaborazioni internazionali con nomi importanti quali Kevin Kadish, Audra Mae e Nick Monso. Come è stato l’approccio con loro?

“Tra le varie conoscenze fra colleghi stranieri, la voce gira come qui da noi. La differenza è che in Italia, però, si parla troppo e si agisce poco, mentre all’estero esattamente il contrario. Sapevano che si stava producendo l’album e hanno proposto a me e al mio gruppo di lavoro alcuni brani, ma la scossa è arrivata immediatamente con ‘Ossigeno’”

Il tuo ultimo singolo “Parte di me” è una ballata romantica che parla del donarsi totalmente agli altri e all’amore. Quanto di autobiografico c’è nei tuoi testi?
“Nel bene o nel male sono sempre stato totalmente autobiografico da ‘Dedicato a te ’ ad oggi Per me far musica è raccontarsi senza vestiti, dandosi totalmente. Se poi ci sono movimenti e sistemi che usano questo donarsi per altri scopi, vuol dire che l’umanità si merita il falso. Ad ogni modo sono convinto che esiste ancora gente vera !”

In alcuni brani oltre che autore sei anche interprete. Hanno scritto per te autori emergenti come Ermal Meta e Renato Mordenti è più naturale per te essere autore o interprete?
“E’ la prima volta che in un mio album canto anche delle canzoni non totalmente mie. Sono sicuramente più autore, ma amando le cose belle, non mi vieto di cantare canzoni meravigliose se mi vengono donate e, soprattutto, se la sensazione è quella di sentirle mie.”

Recentemente sei stato anche “professore” alla scuola di Amici di Maria de Filippi Jon Cotton Dana diceva: “Chi osa insegnare non deve mai cessare di imparare” cosa ti porti di questa esperienza?
“Beh, sicuramente ho ritrovato me quando avevo 17/18 anni. Ho rivisto i sogni e i desideri. A volte il cuore mi si stringeva dolorosamente. Ci sono state lacrime e sofferenze per alcuni, gioie e felicità per altri. E tutto sommato ho vissuto una bella esperienza. Soprattutto vedere la De Filippi all’opera: è una donna veramente incredibile, conosce l’animo umano e c’è sempre per tutti, senza mai darsi tregua. Ho imparato molto da lei. E ho capito che devo fare il cantante, non il professore!”

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Francesco Sarcina, quali sono le tue speranze e le tue paure?

“Il domani non è nient’altro che il prosieguo del presente.
Guarda l’oggi e scegli cosa cambiare per il domani”

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Simone Intermite