Intervista: Francesco Gabbani: “Affronto il palco dell’Ariston con naturalezza e spontaneità”

Uno dei brani più “catchy” tra le nuove proposte del Festival di Sanremo 2016 è sicuramente “Amen” di Francesco Gabbani. Il cantautore toscano, dopo aver provato varie volte a partecipare alla kermesse canora più seguita d’italia, finalmente è riuscito a “rompere il muro” con un brano d’impatto che racconta i paradossi del mondo moderno coniugando un contenuto importante ad un sound frizzante e radiofonico che anticipa il nuovo album di inediti intitolato “Eternamente ora” Abbiamo ospitato  Francesco Gabbani nel salotto di Domani Press per parlare con lui di questo brano e della sua prossima esibizione sul palco dell’Ariston.12491776_1044706262237059_6257634268517411046_o

 

 

 

“Amen” è una canzone molto distante dai clichè sanremesi come mai hai deciso di proporla per il Festival?

In realtà questa canzone, scritta con il mio compagno autorale Fabio Ilaqua è nata circa un anno e mezzo fa senza pensare a Sanremo. L’abbiamo scelta perché mi sembrava la formula giusta per presentarmi al grande pubblico in forma d’artista oltre che da autore. “Amen” al primo impatto ha un sound ballerino che strizza l’occhio alla dance music portando però un significato molto profondo che mi auguro susciti anche una riflessione…

 

Nel testo di “Amen” canti “Gesù si è fatto agnostico e i killer si convertono” Come è nata questa suggestione?

Ci sono tante fotografie di situazioni paradossali…nel sistema in cui viviamo c’è una frenesia di contenuti talmente alta che spesso si assiste ad un ribaltamento dei valori… il paradosso di “Gesù si è fatto agnostico e i killer si convertono” vuole essere l’emblema di questo aspetto. Il ritornello invece sembra volersi liberare di tutti i problemi andando avanti pronunciando un “Amen”. Questo aspettare un miracolo che salvi tutto è un approccio molto italiano e cristiano e la canzone vuole attraverso il sarcasmo incitare a fare l’esatto contrario. Bisognerebbe capire che per cambiare le carte in tavola è necessario cambiare a livello  personale…credo che quando le cose non cambiano per loro natura probabilmente sei tu che devi cambiare nei confronti delle cose.

 

In italia ci sono poche possibilità per promuovere la musica e l’arte in genere…Il festival di Sanremo è una delle vetrine più importanti e più seguite. Come ti stai preparando ad affrontare questa grande emozione?

Non sono per niente scaramantico e per quanto sia inconsciamente teso cercherò di approciarmi in maniera molto naturale e spontanea. Non credo sia possibile controllare un’emozione così importante quindi la vivo in maniera spontanea nel bene e nel male…

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Da spettatore quale esibizione dei festival passati ricordi con più affetto?

Mi colpirono molto i Bluvertigo nel 2001 con il brano “L’assenzio” ricordo che Morgan  dimostrò una grande naturalezza nel passare dal calvinet al basso portando un brano poco sanremese sia per il testo che per la musica. Mi emozionò molto…

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Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo prossimo album in studio “eternamente ora”?

L’album rappresenta lo stato emotivo che vivo in questo momento e sarà in linea con il singolo “Amen” non vedo l’ora di poterlo suonare dal vivo nei club…è quella la dimensione che più mi appartiene.

 

 

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Francesco Gabbani quali sono le tue speranze e le tue paure? 

Ti rispondo in maniera molto orientale ed in linea rispetto a ciò che sarà presente nell’album…il Domani è nell’oggi qui ed ora.

 

 

Simone Intermite

 

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