Intervista: Arianna “Così ho vestito i panni della Monnalisa cantando con Will.I.Am”

Continua il giro del mondo musicale per Arianna, cantante italiana espatriata in America che negli anni ha inanellato una serie di successi professionali dal debutto teatrale negli USA al Detroit public Theatre fino alle collaborazioni con artisti di fama internazionale come il rapper Flo Rida e Pitbull passando per eventi d’eccezione come la partecipazione al concerto per  le presidenziali di Hillary Clinton con Michael Bolton. Quest’anno Arianna approda anche sul mercato musicale italiano con un brano cantato in coppia con di Will. I. Am. intitolato “Monna Lisa Smile” nel contesto di un  progetto musicale e  a suo modo unico, TheBridge.co, studiato, immaginato e ricreato con alcuni dei quadri più importanti dell’arte rinascimentale situati al museo del Louvre per il videoclip “Mona Lisa Smile”. Nella versione italiana del video, Will.i.am ha voluto Arianna come partner vocale nella parte di Mona Lisa. Noi di Domanipress abbiamo incontrato Arianna e abbiamo parlato con lei di questa opera d’arte in musica tra riflessioni sul “sogno americano” e speranze future.

Collaborare con un rapper e produttore discografico internazionale come Will.i.am non è cosa da tutti i giorni… Come sei approdata al progetto TheBridge.co?

Collaborare con Will.i.am è stata davvero un’esperienza importante. Prima di questa collaborazione artistica c’è stata quella con Pitbull con il singolo “Sexy People” con il quale siamo arrivati quinti nella dance charts, questo successo mi ha aperto le porte in America, poi vivendo tra Los Angeles e New York ho avuto l’occasione di conoscere Will in un pranzo di lavoro dove abbiamo parlato del suo progetto legato al brano “Monna Lisa Smile” che aveva inciso con Nicole Scherzinger e della possibilità di inserire delle parti cantate in italiano. Io ho scritto la parte del testo dell’italiano e dopo il provino Will ha avuto l’idea geniale di registrare un videoclip ispirato alla magia del Louvre e di reincidere il pezzo con il cantato in italiano…

Il videoclip del brano è uno dei più suggestivi della videografia di Will.i.am cosa puoi raccontarci del Backstage?

Hai ragione Will stesso lo reputa il progetto della sua vita e io sono davvero onorata di averne fatto parte. La produzione è durata un anno tra ricerche iconografiche ed effetti speciali che sono davvero tanti, i dipinti per esempio sono fedelmente riprodotti con un grande dettaglio di immagine e hanno degli elementi che si animano. Il digitale e tante ore di trucco hanno creato la magia.

Vivendo tra l’Italia e l’America hai l’opportunità di conoscere due modelli di business musicale differenti. Cosa importeresti dall’America?

L’italia è molto migliorata negli ultimi anni, andando anche oltre il discorso musicale, si possono apprezzare molti giovani che sanno fare il loro lavoro con impegno e dedizione. L’America pero a differenza dell’Italia è sicuramente più meritocratica, si può partire da zero per costruire il proprio futuro e ciò che si conquista viene visto con molto rispetto…in Italia invece è più difficile emergere dal basso e comunque non si tiene molto conto del curriculum e degli obiettivi raggiunti, è una partita dove la palla ritorna sempre al centro…non c’è molto rispetto per la gavetta.

Al contrario cosa invece importeresti dall’ Italia?

Sicuramente il nostro cuore e la nostra creatività…ma anche il non pensare esclusivamente ai soldi…quando vivi in America dove tutto deve essere pagato non c’è nulla che ti assiste e questo ti porta a non avere tempo da dedicare ad altro e ti toglie inesorabilmente una parte di umanità e di passione. L’obiettivo principale è il guadagno si diventa facilmente delle macchine che producono…

A livello musicale hai collaborato oltre che con Pitbull e Will.i.am anche con David Guetta, Fergi ed altri artisti internazionali. Qual è il denominatore comune di queste grandi star?

Sicuramente l’umiltà che diventa il motore per spingersi sempre oltre il propri limiti e la ricerca. Sono tutti artisti che non si adagiano solo sui successi ma lavorano attivamente per essere sempre all’avanguardia.

Oltre le collaborazioni hai anche un progetto da solista in cantiere?

Si mi piacerebbe molto tornare a cantare in italiano ma anche in inglese. Alcune canzoni nate in Inglese non rendono altrettanto bene in italiano e viceversa “Monnalisa smile” ad esempio è perfetta in Italiano.

Hai anche partecipato nel 1999 al Festival di Sanremo ci ritorneresti?

Si…ma con la canzone giusta, negli ultimi anni non ho più provato a partecipare. Guardando la mia passata esibizione sono molto orgogliosa a livello emotivo, vedo la ragazzina che ancora non conosceva la sua strada artistica ma che era guidata da un genio, era tutto essenziale.

Tra i tuoi traguardi c’è stato anche il concerto a favore di Hillary Clinton dove hai preso il testimone da Lady Gaga & Tony Bennet… tutta la musica americana è a sfavore di Trump?

Quello che Trump diceva durante le sue conferenze stampa era in dissidio rispetto alla musica che è un campo aperto ed è rivolta a chi ha una mentalità “open”. Era improbabile che la politica di chiusura proposta da Trump potesse essere appoggiata dalla musica…

Vedendo poi com’è andata…rifaresti comunque il concerto a favore di Hillary?

Subito! Quel concerto è stata una grande emozione, io ero incinta ed eravamo un convention center prima dello speech di Hillary con artisti internazionali tra cui Lady Gaga…Io ho duettato con Michael Bolton.

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Arianna quali sono le tue speranze e le tue paure?

Spero che nel Domani la vita continui a sorprendermi come ha fatto finora…le mie paure in questo clima di terrore sono quelle riguardanti il futuro di mio figlio.

Simone Intermite