Recensione: “Handy – La rivolta delle mani siciliane” il film d’apertura del Filmfest di Taormina edizione 63

“L’amore e la ragione, noi esseri umani viviamo di questo, sbagliato, l ‘essere umano va giudicato dalle sue mani , dalle sue azioni…”. Una frase semplice, apparentemente banale ma che in realtà, nasconde un significato molto più intimistico ed esistenziale. Sono queste le parole che sin dalle prime immagini di “Handy- La rivolta delle mani siciliane”, primo lungometraggio del regista Vincenzo Cosentino, colpiscono e seducono il pubblico, innescando in colui che guarda un processo di riflessione e viaggio verso la propria parte più intima e forse dimenticata. Scoprire Handy è un’esperienza unica ed inaspettata. Un film che parla di mani??? Una locandina con due mani giganti trasformate in una giovane coppia? Un invito curioso ed un incipit che inizialmente può risultare spiazzante. Si ha da subito però la piacevole sensazione di entrare in una storia coinvolgente e carica di sorprese.

La donna che racconta questa incredibile storia appare avvolta da un velo di mistero, narra e scrive con una mano coperta da un delicato guanto bianco, con una voce calda ed importante ci introdurrà nel mondo del nostro originale protagonista. Ma chi è Handy?

Tante sono le definizioni che vorrei dare al nostro personaggio, dire semplicemente una mano è riduttivo e semplicistico. In realtà Handy è ognuno di noi, è la nostra parte più vera che lotta tutti i giorni per emergere ed affermarsi, è la nostra anima ch racchiude tutte le passioni e sogni che a volte dimentichiamo di avere, è la nostra zona d’ombra, rivoluzionaria che con l’esperienza della vita riesce a poco a poco a trovare la sua strada. Handy rappresenta il maniera universale il viaggio di tutti coloro che vogliono realizzare un sogno, che decidono di essere se stessi ed andare oltre gli schemi imposti dalla società, è il percorso di chi lotta , cade e si rialza per raggiungere il proprio obiettivo, è la forza di tutti quelli che decidono di crederci e di andare in fondo anche quando tutto appare impossibile.

Handy decide di abbandonare il corpo del suo padrone un uomo che sin da piccolo sogna di fare lo scrittore ma per uno strano errore del destino decide di utilizzare la mano di nome Handle, sbagliata, incapace di scrivere. Handy rimane in silenzio ed in sordina, fino a quando non compie il grande passo di iniziare la vita che gli è stata sempre negata e dimostrare al mondo di essere un grande autore.

Il nostro personaggio farà un incontro importante che gli cambia la vita, diviene un alunno del grande scrittore siciliano Frank The Black, interpretato da Franco Nero (interpreta gratuitamente la parte), grazie a lui impara i trucchi per essere un bravo scrittore ed una volta pronto è spinto dal suo stesso mentore a “mangiarsi” il mondo, a vivere finalmente la sua vera natura “Per scrivere un libro universale dovrai attraversare il mondo, ma sarà come uno specchio, vedranno la tua anima ma non raggiungerla perché andrai in alto, capirai che nessuno potrà seguirti, questa volta non dovrai inventarti una storia, vivrai la tua storia!” Queste parole pronunciate da Frank The Black sono la chiave di volta del destino di Handy.

Franco Nero rappresenta quella persona che ognuno di noi almeno una volta nella vita ha incontrato casualmente nel proprio cammino , cambiandone radicalmente la direzione.

Da questo momento in poi inizia un viaggio esilerante, faticoso, emozionante che porta Handy a cavallo della sua vespetta, alla scoperta della Sicilia, farà un altro incontro importante, un personaggio interpretato dallo steso autore Vincenzo Cosentino, con il quale condividerà momenti importanti e divertenti. Questa parte del film è molto divertente ed originale; il regista riesce a creare delle gags e situazioni in cui Handy sembra man mano trasformarsi in essere umano. Vedremo due vite parallele: una umana, quella di Vincenzo e quella umanizzata di Handy, che si incastrano alla perfezione, vivendo quasi in simbiosi…

Cosentino riesce ad umanizzare “la mano”, ed è questo uno dei suoi obiettivi, avvicinare sempre di più Handy al pubblico, vuole creare empatia e coinvolgimento emotivo.

Il regista riesce molto bene nel suo intento di dare un “cuore ed anima” a quella che è inizialmente una semplice mano. Lo studio delle movenze, l’atteggiamento, il comportamento di Handy vengono curate magistralmente dall’autore. Handy è interpretata dalla mano reale di Vincenzo.

Il film attraversa diverse tematiche, non è solo un prodotto divertente ed originale, è unico e complesso proprio come lo è la vita. Riesce a mettere insieme diverse emozioni ed argomenti: il dramma del fallimento e della perdita,la speranza, la delusione, il dolore, l’amore, la perdita di un figlio, la sconfitta e la rinascita.

Abbiamo parlato di incontri importanti per Handy, ne manca ancora uno però: l’amore. Come in tutte le vite che si rispettano anche per Handy arriva “ l’eros”, un amore a prime dita. Manicure è la mano a cui si legherà il nostro protagonista. Insieme viaggiano per il mondo, sotto l’occhio vigile di Frank The Black.

Questa parte del film deve molto all’intuizione e “preveggenza” di Vincenzo Cosentino di realizzare ancora in tempi non sospetti un film su Handy.

Questa opera prima nasce da un cortometraggio con il quale Handy viene conosciuto e valorizzato in diversi festival americani e per il Mondo. Attraverso questi viaggi Vincenzo spiega di avere capito che Handy doveva diventare qualcosa di più e decide di filmare tutti i luoghi e Paesi visitati perché forse sarebbero serviti per un nuovo progetto. E’ così è stato, le immagini in cui Handy è in giro per il Mondo con la sua dolce amata non sono dei fotomontaggi, sono locations reali in cui Vincenzo con la sua Mano Handy è davvero stato.

Il viaggio del nostro protagonista è il viaggio della vita di ognuno, è una metafora perfetta del voler essere la nostra parte migliore.

“Cosa farebbero le mani se potessero fuggire dalle vite date? Questa bellissima domanda è la chiave di lettura “della rivoluzione delle mani siciliane” ispirata dalla forza di Handy. L’ultima parte del film è qualcosa di incredibile. Cosentino dà vita ad una rivolta: Uomini VS Mani. Una rivoluzione Nazionale, mani stanche di non essere adeguatamente valorizzate scappano dai propri umani creando una vera e propria battaglia. Il microcosmo delle mani, un perfetto mondo in miniatura, identico per organizzazione a quello umano si ribella affinché i propri padroni prendano coscienza del giusto uso che dovrebbero fare delle loro mani. Una lotta contro il razzismo , il terrorismo ed il male. Si arriverà ad un accordo?…..

Vincenzo Cosentino, il giovane talentuoso regista non solo appare nel film come coprotagonista, ma lo vedrete anche nel trailer ufficiale ed in un video back stage, dove con passione ed amore spiega la realizzazione di Handy. Racconta le sue difficoltà, un percorso durato 4 anni. Un cammino difficile , dove tutto sembrava impossibile.

Il film è autoprodotto e auto-realizzato. Vincenzo fa tutto da solo, non è solo il regista ma anche il tecnico delle luci, il montatore, il costumista, il visual effects ed il macchinista di questa grande impresa. Il Papà di Handy, così mi piace definirlo afferma di aver raccontato dietro il coraggio della sua mano anche la sua vita, ogni suo personaggio: il bambino (la vena autoriale), lo scrittore (la follia) , Frank The Black (il sentimento) rappresenta in qualche modo una parte del suo carattere.

Il regista sebbene realizzi il film con un budget quasi inesistente, grazie all’aiuto di amici, con attori non attori e con mezzi non professionali (girato con una telecamera, un portatile, due luci e tanti piccoli ingegnosi marchingegni per sopperire alle tante spese da grande set), riesce a confezionare un lungometraggio con una resa fotografica, montaggio, suono in presa diretta, musiche ed effetti speciali che si avvicinano per stile ad un prodotto meno “casalingo” e più professionale.

La tenacia e la determinazione di creare un grande film è stata premiata. L’ attenzione parsimoniosa di questo giovane autore nella realizzazione delle sua opera prima è eccezionale ed esemplare.

Cosentino con Handy vuole creare un film siciliano, sulla Sicilia, ma vuole andare oltre gli stereotipi che rilegano la nostra terra alla parola Mafia e “famiglia”. Vuole regalare una nuova immagine alla sua isola. Handy è la mano che unisce e non divide, è la mano per realizzare sé stessi ed aiutare il prossimo.

Il film uscito e proposto in diversi Festival americani ha riscosso oltre oceano un enorme successo. Tradotto in inglese ha conquistato il cuore di critica internazionale ed importante.

Ma che destino avrà in Italia Handy?

Il film è stato presentato quest’anno al Cinestar dei Portali di Catania, dopo vari vani tentativi di presentarlo in diversi cinema siciliani. Handy viene finalmente proiettato in una sala italiana “siciliana”. Dal 20 al 26 Aprile 2017 il fenomeno “Mano” è stato trasmesso ottenendo un incredibile successo. Il lungometraggio ha conquistato il cuore di tutti, di ben 4.550 persone, surclassando “Fast & furius” e piazzandosi al 20° posto al Box Office Italia con 16 mila euro di incassi. File all’ingresso e sould out hanno reso onore ed omaggio a Vincenzo Cosentino ed a Handy.

Personalmente ho avuto il piacere di conoscere questo piccolo capolavoro durante il Film Fest di Taormina 2017, film di apertura di una edizione più “Siciliana” del solito.

E’ stata un’esperienza molto emozionante ed unica. Un lavoro eccezionale che mi ha toccato sin dalle prime immagini e parole. Un film che merita un’ampia distribuzione a livello Nazionale ed anche internazionale.

Un progetto, che a parer mio, potrebbe avere un risvolto di carattere educativo e formativo nelle scuole, trasformandosi in una serie ispirata ad Handy ed i suoi viaggi. Una “mano” coraggiosa e volenterosa per far conoscere le bellezze della Sicilia e del Mondo ai giovani adulti di domani.

La determinazione, la tenacia e l’umiltà del regista devono essere un esempio ed uno stimolo a credere ancora nel cinema giovane ed innovativo: “ Con Handy volevo dimostrare di potercela fare, di poter dare una mano a qualcuno, e se ce l’ho fatta io possono farcela tutti”. (Queste parole di Vincenzo Cosentino esprimono chiaramente il suo messaggio “universale”)

Da parte mia posso semplicemente affermare che “Le dita di Handy sfiorano il cuore e l’anima”.

Carlotta Bonadonna

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Recensione: "Handy - La rivolta delle mani siciliane"
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