Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: la Fidapa presenta “Storie (d)’Amare”

Domani 25 Novembre, giornata mondiale contro la violenza nei confronti delle donne…”. Di fronte ad un titolo così mi pervade un sentimento contradditorio: un senso di amarezza e sconfitta da una parte e voglia di lottare, rivincita e speranza dall’altro. Purtroppo la crudeltà dell’uomo, del così detto sesso forte è riuscita a dare vita ad una celebrazione del genere, marcando ancora di più il grande divario che tuttavia ci separa dall’ uguaglianza e parità di diritti. Se non esistessero i femminicidi e donne macchiate di sangue questa giornata forse non esisterebbe. Ma contro la ferocia degli uomini che hanno voluto sporcare di rosso i corpi di molte donne, evidenziando ancora un senso di disparità e di immaginaria superiorità, lottano con forza, determinazione e amore le donne di tutto il mondo. Quindi se “grazie” alla spregevolezza di alcuni uomini siamo costrette a ricordarci come oggetti di ingiustizie; e’ altrettanto forte, impattante e determinata la battaglia che tutte le “signore” proprio il 25 Novembre vogliono celebrare e ricordare. Un giorno importante, di speranza e di sensibilizzazione in cui donne e uomini, i veri uomini ,si uniscono per organizzare eventi e momenti di formazione, educazione ed informazione contro la violenza del genere femminile. L’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite già da molti anni, ha eletto il 25 novembre come Giornata internazionale per dire basta alla crudeltà sulle donne, incentivando e appoggiando Governi, Organizzazioni internazionali e Ong a realizzare in questa giornata eventi e spettacoli per sensibilizzare l’opinione pubblica e sociale.

In Sicilia nella provincia del messinese chi ha accolto l’invito a dare voce a questa lotta è la Fidapa di Taormina in collaborazione con la sezione di Giardini Naxos.

La Federazione è una delle associazioni femminili più importanti ed operative nel nostro Paese; composta in Italia da 11.300 Socie e appartiene alla Federazione Internazionale IFBPW ( International Federation of Business and Professional Women). Conta su tutto il territorio italiano ben 300 Sezioni, raggruppate in 7 Distretti. L’organizzazione ha lo scopo di promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari.

Proprio in occasione del 25 Novembre La Fidapa di Taormina, insieme alla sezione di Giardini Naxos, presenta uno evento teatrale ideato da Anna Maria Raccuja e Giuseppe Brancato. Anna Maria Raccuja è già conosciuta per le sue capacità autoriali e recitative. Ideatrice di diverse personali sceneggiature e molto attenta alla formazione teatrale di bimbi e ragazzi, organizzando corsi di recitazione e dizione. Si è occupata anche di sensibilizzazione dei più piccoli portando nelle scuole perfomance teatrali con tematiche importanti come il medio-ambiente, l’alimentazione e l’immigrazione. Giuseppe Brancato si distingue per essere un bravo attore e autore.

Storie (d)’Amare!” è il titolo della performance teatrale ideata e messa in scena dall’ attrice e socia Fidapa Anna Maria Raccuja.

 

Il testo teatrale è stato scritto ed interpretato da Anna Maria Raccuja e Giuseppe Brancato, con la partecipazione di Antonio Palermo. Lo spettacolo sarà accompagnato dalle vibrazioni sonore della chitarra del musicista Salvatore Auteri, con il supporto tecnico di Fabio Maugeri,

Storie d’(amare) è una pièce “agrdolce”, una tragicomedia da vivere con riflessione ed introspezione. Gli attori hanno voluto dare un tono di velata ironia e di umorismo dalle sfumature noir ad uno spettacolo che rappresenta il dramma della violenza contro le donne, realtà che ancora oggi molte di loro sono costrette a subire. L’evento è patrocinato dal comune di Letojanni il cui sindaco Alessandro Costa e l’Assessore Teresa Rammi credo abbiano dimostrato una grande sensibilità e attenzione appoggiando con merito l’iniziativa della presidente della sezione Fidapa di Taormina, Paola Casta .

Personalmente, come donna, insegnante, scrittrice di storie e collaboratrice di giornali culturali voglio contribuire a questa lotta regalando all’evento, ad Anna Maria Raccuja, alla Fidapa di Taormina e Giardini, al comune di Letojanni ma soprattutto a tutte le donne che combattono contro questa dura realtà, un mio racconto. E’ una storia non vera, frutto della mia penna e fantasia ma autentica e verosimile in tutto, in cui in poche righe ho cercato di raccontare quello che succede a molte donne. Ho voluto però regalarvi un felice fine con la speranza che tante di queste storie non finiscano più con femminicidi ma con la libertà e la rinascita di donne sempre più forti e capaci di amare e soprattutto di amarsi.


Tutto sembrava finito

Una bolla scura, una campana di vetro infrangibile, un coperchio di ferro, un cappuccio di lana infeltrito e ispido rinchiudevano o meglio segregavano e costringevano la signora T in un mondo fatto di cose e suoni strani. Una realtà diventata quotidianità, normalità ma oscenità e incredulità.

La donna ormai abituata al solo rumore dei pugni sbattuti sul tavolo, alle sedie tirate in ogni angolo di casa non capiva più cosa dovesse iniziare e cosa finire. La paura la assaliva quasi ogni notte “ Basta! Zitta!Ti odio! Non vali niente! Fai schifo!. Queste le frasi che l’accompagnavano durante le prime ore del buio notturno.

Ormai era un continuo duello tra la debolezza di un uomo fragile, stupido ed incapace di superare i propri limiti e lei: una donna forte e resistente come l’acciaio, che ad ogni atto di violenza rispondeva con forza a sicurezza.

Ma un giorno la pressione psicologica si trasformò in accanimento fisico. Non più pugni sul tavolo, ma sul volto, arrivarono spinte contro il muro e cadute libere sul pavimento, mani pesanti intorno al collo e calci alle gambe.

Il terrore ad ogni parola sbagliata la bloccava. La gelosia di lui nei confronti del mondo e della vita della donna diventavano sempre più insopportabili. All’improvviso lei cominciò ad “odiare” inconsapevolmente l’uomo, a trattarlo male, ma un male che non vedeva, non si rendeva conto che ormai entrambi erano vittime e carnefici di un gioco e circolo spietato. Vivevano un rapporto diventato un inferno, non c’era più amore, devozione ma distruzione, fine, morte, annullamento. Lui però continuava ad amarla “Ma io ti amo, scusa è tutta colpa tua, ti meriti tutto questo! Devi imparare a non rispondere, ad essere come voglio io! devi essere come me, si proprio come Me!!! La signora T capiva di essere vittima di un uomo malato, ma che non riusciva a lasciare, c’era una corda lacera e tagliente che la stava soffocando; una mattina si svegliò e si disse: “ Siamo succubi di una relazione “non sana”, strana, ossessiva, ma forse….Amore è anche questo…ed è tutta colpa mia.

Bene, credo che sia inutile continuare a raccontare questa storia, tanto immaginerete tutti come sarà finita. Molti penserete che la signora T sia morta , uccisa dalle mani sporche di sangue del verme del marito. Ebbene, signori miei, sarebbe terminata così, sicuramente, è la classica conclusione di tutte queste “meravigliose vicende di anti -amore”. C’erano tutti gli ingredienti: rabbia, odio, gelosia, violenza psicologica e fisica, un uomo fragile e folle ed una donna forte ed innamorata, sensi di colpa di lei e manipolazione di lui. Qualcosa però cambiò il finale. La signora T lasciò l’uomo perché la vita le aveva sempre insegnato ad amare, soprattutto se stessa e quando guardandosi allo specchio non si riconobbe più decise di voltare pagina . Voleva ritornare ad adorare il mondo, la sua anima ed un uomo vero. Una sera stretta tra le braccia e inebriata dai baci e tenerezze del nuovo compagno riscoprì di essere ancora viva, una persona capace di amare in modo limpido e armonioso. Ritrovò la sua essenza, la dolcezza e la gioia che la contraddistinguevano riflettevano di nuovo nei suoi occhi. La signora T era finalmente tornata!


Per tutti coloro che volessero partecipare Il costo del biglietto è di sette euro. L’appuntamento è per sabato 26 novembre alle 18 al Palazzetto Polifunzionale di Letojanni in piazza Cagli (con ingresso Via del Mercato ). Lo spettacolo sarà introdotto da una breve relazione tenuta dalla dottoressa Maria Parisi dal titolo «Prevenire la violenza si può! L’incidenza della famiglia e della scuola»

Carlotta Bonadonna