INTERVISTA :Giorgio Vanni il re delle sigle Cartoon racconta Il suo percorso artistico tra ricordi e speranze.

Il natale è ormai alle porte e mentre fervono i preparativi per la notte più magica dell’anno noi di Domani Press abbiamo voluto omaggiare “il fanciullino”,per dirla con Pascoli, che vive dentro ognuno di noi incontrando Giorgio Vanni la voce delle sigle dei migliori cartoon da Dragon Ball ai Pokèmon da One Piece ai Cavalieri dello Zodiaco. Acclamato da più di tre generazioni di ragazzi Giorgio Vanni ci racconta i suoi esordi, il  rapporto con i cartoon e con il Natale.

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Come è nata la passione per le sigle dei cartoni animati?

 

Sono approdato in questo mondo in maniera casuale. Dopo aver collaborato con Miguel Bosè in messico un’autrice televisiva mi ha chiesto di scrivere canzoni per dei cartoni animati sud americani. Successivamente in Italia sono stato coinvolto dal mio socio Max Longhi nel 97 e da Alessadra Valeri Manera che ci ha chiesto di scrivere un brano per il cartone animato “Superman” e pian piano è nata la passione per questo genere musicale. I brani dei cartoon non sono solo un prodotto musicale ma sono  per molti dei punti di riferimento che diventano poi la colonna sonora dei propri ricordi d’infanzia,e questo lo noto quando in tour sento l’affetto fortissimo di chi mi segue e mi racconta dei ricordi legati alle sigle.

 

Come avviene lo sviluppo di un brano per i cartoni animati conoscete in anticipo la trama o ascoltate le versioni giapponesi?

 

Non abbiamo quasi mai ascoltato le versioni Giapponesi. Accadde una volta sola con Dragon Ball GT che ha un ritmo diverso dalla sigla italiana. Solitamente ci viene data una sinossi con i nomi dei personaggi ,il concetto della storia e qualche episodio del cartone. Per Dragon Ball “What’s my Destiny Dragon Ball” siamo partiti proprio dal titolo per costruire il ritornello. La composizione è molto spontanea a volte mi vengono in mente le melodie mentre sono in macchina e poi le completo in studio con Max Longhi.

 

I tuoi brani vedono spesso la collaborazione di Cristina D’Avena ,altra voce storia delle sigle dei cartoon. Qual’è il tuo rapporto con Cristina,come è nato questo sodalizio artistico?

 

Tutto è nato grazie ad Alessandra Valeri Manera che ha unito le forze. Io ho fatto tanti duetti con Cristina. la prima volta che abbiamo scritto e prodotto una sigla per Cristina è stata per la sigla del cartone animato didattico “Esplorando il corpo umano”. Eravamo entrambi emozionati…

 

Se dovessi scegliere il tuo cartoon preferito quale sceglieresti?  E quali sono i personaggi a cui  sei più affezionato?

 

Tra tutti amo molto Capitan Harlok…di quelli invece che definisco “miei” adoro One Piece tutti quanti all’arrembaggio, in futuro mi piacerebbe avere un tatuaggio ispirato a One Piece, ma  mi piace anche Dottor Slump e Arale dello stesso autore di Dragon Ball che mi diverte molto. Di Dragon Ball indosso spesso un anello con il Drago che custodisco gelosamente, realizzato appositamente per me dal mio amico, bravissimo ed importante artigiano orafo, Leonardo Brentani, anche lui appassionato di Dragon Ball.

 

Ti piacerebbe esplorare altri generi musicali oltre quello delle sigle tv dei cartoon ?

 

Recentemente, sempre con Max che ha prodotto e arrangiato vari brani, ho scritto  delle canzoni per Ricardo Montaner,un’artista molto importante in sud america. In passato,prima ancora di intraprendere la strada di autore di sigle dei cartoon, ho partecipato a San Remo con un gruppo chiamato “ Tomato” e ho scritto brani anche per Laura Pausini, con Max Longhi e Miguel Bosè. In futuro mi piacerebbe scrivere la colonna sonora per un film. A proposito di Cinema in Italia hanno scelto  come colonna sonora per il film Doreamon la sigla italiana del cartoon.

 

Siamo alla vigilia di Natale come vive questa ricorrenza Giorgio Vanni?

 

Trascorro il natale in famiglia. Ho un figlio di 10 anni e una figlia di 24 oltre che delle nipotine meravigliose con le quali rivivo la magia del natale anche ricordando le persone a cui ho voluto bene e che adesso non ci sono più.

 

Come ultima domanda parafrasiamo sempre il titolo del nostro magazine e chiediamo come vede il “Domani” Giorgio Vanni quali sono le tue speranze e le tue paure?

 

Mi piacerebbe pensare al Domani come lo specchio della gioia che vedo negli occhi dei ragazzi che incontro durante i miei concerti e i meeting. Quella gioventù piena di voglia e di creatività e che ha ancora voglia di sperare e di sognare. Quella che ama costruire in maniera creativa e lo fa con grande passione ed entusiasmo.

 

Simone Intermite