Serie TV: Arrow (Terza Stagione, episodi 9 – 12) – O per meglio dire “The Green Arrow Rises”

Perché questo titolo?
Avevo già trattato in un mio precedente articolo, e, per la precisione, in quello inerente al serial Gotham, delle contaminazioni che aveva apportato a molti prodotti di tipo cinematografi-co/televisivo la trilogia del cavaliere oscuro pensata da Christopher Nolan. E, la stessa serie TV Arrow, non fa eccezione.

La serie relativa al’incappucciato con arco e frecce, sin dalle sue prime battute, si è sempre costantemente ispirata alla visione nolaniana dei supereroi. Difatti, il Freccia Verde dei fumetti, ha un carattere leggermente più scanzonato di quello dipinto in TV. Non è violento come quest’ultimo. E, le atmosfere, sono di certo meno cupe e drammatiche; pure se,  l’Oliver Queen dei comicbooks, non si è fatto mancare anche lui periodi tristi e bui.

Ma, secondo il mio punto di vista, entro l’arco narrativo riguardante gli episodi dal nono al dodicesimo della terza stagione, le affinità si tramutano in un riadattamento delle opere batmaniane del regista inglese; conferendovi tuttavia, un’impronta diversa alla storia ed allo scioglimento delle trame.

Mi sto riferendo, al parallelismo che ho notato fra queste puntate e la pellicola di The Dark NightRises.                                                                                        In entrambi i casi, abbiamo: un eroe (Batman e Arrow) che vuole proteggere la sua città e le persone a lui più care; un nemico al di sopra della propria portata (Bane e Ras Al Ghul); la caduta dell’eroe; ed infine, la sua rinascita. Una metafora questa, di come non dobbiamo mai farci abbattere dalle avversità che a volte si possono incontrare sul nostro cammino. Ci si deve almeno provare ad affrontarle. Persino se il nostro avversario si dimostra essere un ostacolo insormontabile. Se poi avremmo la peggio, poco male. Non dovremmo fare altro che, rialzarci ed imparare dai nostri errori diventando sempre più forti e sempre più consapevoli di noi stessi e dei nostri mezzi. Per poi magari, rendersi conto che, quel muro, quell’ostacolo potrà essere superato solo se riusciremmo a trovare dentro di noi il coraggio di chiedere aiuto a chi ci sta più vicino, senza alcuna vergogna. Perché, non è affatto facile mostrare le proprie fragilità di fronte agl’altri. Però, se gliene darete la possibilità, le persone che terranno realmente a voi saranno liete di allungarvi una mano in segno di soccorso.

Gabriele Manca