Cinema: LUCA SETA E ANDREA MONTOVOLI nel nuovo film “INFERNET” ispirato al lato oscuro del web

È sufficiente sfogliare un giornale per renderci conto di come, ogni giorno, ci troviamo di fronte a fatti di cronaca legati all’uso improprio di Internet. Questo proliferare di episodi di violenza rivela un allarmante cambiamento in atto nellanostra società: Internet si inserisce nelle nostre vite come una risorsa affascinante, ma non siamo del tutto preparati ad utilizzarlo senza correre rischi.Basta un click a trasformare il Web in un terreno insidioso. Infernet, il nuovo film di Michele Calì e Federica Andreoli per la regia esceneggiatura di Giuseppe Ferlito, nasce proprio da questa riflessione, dall’osservazione di un cambiamento in atto e di una realtà che ci riguarda da vicino, come protagonisti o come spettatori, ma di cui spesso siamo inconsapevoli. Il film affronta tutte quelle problematiche negative relative ai social- Network e all’uso nefasto che ne fanno gli utenti, specialmente i fruitori più deboli incapaci di difendersi da un mezzo alquanto subdolo e a volte mostruoso e distruttivo. Personalità vulnerabili, psicologie fragili, gente in totale solitudine: un popolo che si rifugia in una sorta di realtà parallela, tutti convinti che la strada più facile sia sempre la migliore

Cinque storie si intersecano tra di loro come accade col meccanismo della rete: Don Luciano, un prete anticonvenzionale, moderno ed impegnato costantemente in campagne mediatiche a sostegno dei bambini immigrati, viene accusato dipedofilia; Claudio, un attore famoso che ha nel cuore le problematiche della gente comune, rivelerà la sua vera natura; Sandro, spinto dalla voglia di sentirsi parte di un gruppo, si unisce ad una gang di ragazzini viziati appartenenti alla classe borghese, che si divertono a fare i bulli e a filmare le proprie bravate; Giorgio, un ricco imprenditore, distrugge la sua famiglia a causa del suo vizio per il gioco online e infine tre giovani amiche adolescenti, attratte dai soldi facili, decidono di
prostituirsi filmando i loro clienti per poi ricattarli.

Il film Infernet si inserice nel filone già ampiamente rappresentato da parte di A.C. Production relativo alle problematiche sociali, dopo Il cielo può attendere, I giorni perduti, Prima della felicità e Un angelo all’Inferno. Questa volta sotto il riflettore l’uso distorto della rete che spinge a demonizzare il positivo del progresso portando l’uomo, ebbro del proprio potere e autoreferenzialità, a dannarsi e relegarsi all’inferno. “Il web distorce la percezione del tempo e dello spazio, tramutandosi in una dimensione parallela in cui rifugiarsi”, afferma Michele Cali’, “per questo abbiamo deciso di farne un film sociale”. Le riprese sono durate cinque settimane distribuite in varie locations tra cui Verona, Venezia e Firenze: il film è stato inoltre presentato a Venezia il 10 settembre 2015 in occasione della LXXII Mostra del Cinema ricevendo il premio Green Movie Award “per aver
affrontato con delicatezza e rispetto i tempi più attuali e scottanti legati al mondo della rete coniugando in mondo armonico gli aspetti sociali e l’attenzione per l’ambiente anche attraverso la produzione eco sostenibile del film”. È stato inserito, proprio per la sua valenza sociale, nel circuito Agis Scuola

Luca Seta è stato recentemente ospite su Domanipress LEGGI L’INTERVISTA